La Cotoletteria. Ovvero, dove NON mangiare la cotoletta!

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La Cotoletteria – Milano (visitata il 15/05/2011)

Ovvero, dove NON mangiare la cotoletta!

E’ domenica pomeriggio, sono comodamente adagiata sul mio divano quando, stuzzicata da una trasmissione televisiva che parlava di cucina, mi viene voglia di mangiare la cotoletta alla milanese. E anche se non è quella tradizionale per antonomasia  (di vitello, alta 3 cm e non battuta)  a me piace l’orecchia di elefante, quella che viene battuta e diventa fine e molto larga per intenderci. Così con Roberto decidiamo di andare a cena fuori e cerchiamo in internet dove recarci. La trattoria che conosciamo noi e nella quale abbiamo già sperimentato tale prelibatezza purtroppo è chiusa e quindi dobbiamo andare altrove.

A Milano c’è un ristorante che appunto si chiama “La cotoletteria”, in posizione centralissima e dove spesso fai fatica a trovare posto. Le recensioni che troviamo su internet sono contrastanti, qualcuno la esalta qualcun altro la critica parecchio. Che fare? Andare direttamente a provare! Altre soluzioni non ci sono. E così abbiamo fatto. Risultato: la prossima volta aspettiamo che sia aperta l’altra trattoria :-)

Dunque, la Cotoletteria (che peraltro ha la fortuna di essere in posizione fantastica) è un locale anonimo molto simile ad una pizzeria tipo “bella napoli” o “mare chiaro”. Quei posti dove ti rendi tristemente conto che ti alzerai  dal tavolo appena finito di mangiare, pagherai e non ci tornerai più. Tavoli stretti e attaccati. Tovagliati pessimi, menù plastificato e rilegato a spirale che ricorda molto quelli delle gelaterie del lungomare di Rimini. In sala oltre al titolare, c’è solo personale non Italiano, forse per contenere i costi di maestranze?

Della pizzeria inoltre ha un’altra caratteristica: le cotolette vengono proposte in  “versione pizza” usate cioè come basi farcite con una serie di ingredienti di dubbio accostamento (tipo cotoletta con prosciutto crudo, oppure formaggio e funghi etc etc). Optiamo per la classica, quella semplice, con verdure grigliate e patatine fritte a parte. Ahimè ormai eravamo seduti ma ci siamo subito resi conto del livello direi decisamente basso del locale. La speranza che la bontà della cotoletta ci facesse dimenticare tutto il resto era svanita prima ancora di nascere. La cosa inquietante è che le cotolette, una via di mezzo tra quella classica e l’orecchia di elefante, venivano portate in tavola molto velocemente (troppo direi) ed erano tutte uguali, sembravano fatte con lo stampino: stesse dimensioni per tutte, perfettamente tondeggianti e rifilate come fossero state prodotte in serie. Ohibò! L’osso della cotoletta per lo più mancava, ne vedevi solo l’attaccatura. Credetemi che già l’aspetto estetico di queste cotolette era tristissimo. Che la carne poi fosse di vitello o di maiale (ma se non fosse stato per l’osso avrebbe potuto essere anche tacchino o pollo) ha poca importanza, nascosta com’era tra l’impanatura:un filo interdentale di carne agonizzante tra due spessi strati di pan grattato fritto. Sapeva di pane. Insulse le patatine e decisamente plasticate le verdure di contorno. Abbiamo pagato  36 euro per due cotolette con contorno, acqua, 1 birra piccola e un caffè.

Conclusioni: totalmente sconsigliabile sia per l’ambientazione che per il cibo. Non riesco a capire l’elevata affluenza di clienti (effettivamente il locale era pieno) che posso giustificare solo alla luce di un costo piuttosto basso, dell’ottima posizione, e della scarsa capacità di discernimento culinario della gente che diventa sempre più dilagante.  In fin dei conti se al supermercato vediamo i carrelli pieni di cibi surgelati da scaldare o precotti, scatolame e insaccati pieni di conservanti, vassoi di “carne” lavorata con tutto meno che con la carne, formaggi finti etc, è certo che poi il gusto medio della popolazione si allinei ai sapori che sapori più non sono.

Meditate gente, meditate.

La Cotoletteria

Corso Giuseppe Garibaldi, 11 - Milano
Telefono: 02 874809

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