Esploratori del vino – vol. 1
Qualche tempo fa mi contattò Fernando di Winexplorer per propormi una collaborazione: lui ci mette il vino e io una ricetta. Non male come baratto
Ci siamo accordati e mi ha inviato le prime due bottiglie di vino.
Il vino prescelto (da Luigi) è il Barbera d’Asti Superiore Selezione “Galileo” 2007 di Vigne dei Mastri. Per decidere cosa abbinarci ho aperto una prima bottiglia… un vino davvero impegnativo! Molto strutturato, una buona acidità e una complessità notevole sia a naso che a palato. L’affinamento in barrique e tonneaux di due anni non lo si sente quasi e gli regala un tocco armonioso. Di colore rosso rubino profondo, Profumi di mora, marmellata, spezie e una leggera nota di vaniglia. Al gusto e’ morbido, elegante, buona acidità e tannini tipici della Barbera. Il tono alcolico è forse eccessivo, a mio gusto. Insomma non è vino da insalatina leggera.
Questo è uno dei quei vini ai quali bisogna rispondere con una ricetta della tradizione. Visto poi che è periodo di polemica tra giornalisti e blogger e pure tra blogger, proviamo la carta del flame… Risotto alla Monzese, ma quello vero!
Risotto alla Monzese (Tradizionale) Ingredienti per il risotto: riso Carnaroli (potete ovviamente usare anche Vialone nano, arborio etc ma sempre e solo di qualità), Luganega (la salsiccia in Italiano corrente), due bicchieri di Barbera, cipolla tagliata fine, burro (io uso l’olio EVO al posto del burro), brodo di carne, Grana Padano (mi scusino quelli che “io solo Parmigiano Reggiano” ma qui siamo in Brianza). Da qui in poi, tutti quelli che si stanno domandando “e lo zafferano?” possono pure abbandonare la lettura e andare su altri siti! Nel risotto alla Monzese NON ci va lo zafferano #sapevatelo!
Preparazione: per preparare un ottimo risotto la cipolla non va mai e poi mai cotta assieme al riso. Il riso deve tostare e la cipolla odia le alte temperature. Per fare il risotto alla Monzese io uso due padelle, una per il riso e una per la luganega e la cipolla. Nella padella numero 1 metto il burro (o l’olio EVO), faccio scaldare e poi butto il riso facendolo tostare leggermente; civerso un bel bicchiere di Barbera e faccio sfumare per bene, poi metto il brodo aggiungendone alla bisogna fino a cottura quasi ultimata. Nella padella numero 2, dopo averla scaldata, metto la luganega a pezzetti facendola rosolare e sgrassare; quando ha cacciato fuori un po’ di ciccia, abbasso la fiamma e metto la cipolla e la faccio appassire dolcemente. Quando la cipolla è appassita verso un po’ di farina e poi un bicchiere di Barbera, facendo sfumare e creando una deliziosa cremina (tipo la gremolada dell’osso buco). Quando il riso è cotto ci faccio una bella mantecatura con il Grana Padano rigorosamente a fuoco spento (io non aggiungo altro burro ma voi fate come vi pare), aspetto un paio di minuti e poi servo nei piatti aggiungendo la luganega con la sua gremolada. Buon appetito. Approposito, la Barbera di Vigne dei Maestri fa davvero una splendida figura con questo piatto.




Mmmmm….. Che acquolina in bocca! Non posso che provare ricetta e vino! Fa gia’ un po’ caldo per un piatto del genere ma sono curioso di provare l’abbinamento proposto!