“Note” di degustazione #terroirvino

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Questo è il post che raccoglie le “note” di degustazione di #ddb e #terroirvino

#ddb

Fiano di Avellino. Alessandro Marra e Massimo Dalma ci hanno guidato attraverso 6 cantine e altrettanti Fiano.

Cantina del Barone: Il Fiano della cantina viene tenuto sei mesi sul feccino. Ha note di nocciola con un sentore di tostatura, una bella nota floreale. In bocca è sapido, minerale e con una buona persistenza.

Ciro Picariello: della zona del Sulmonte annata 2008, ha passato 10 mesi sul feccino. Non particolarmente profumato (rispetto agli altri assaggi) molto pulito una mineralità molto pronunciata, sapito e buona persistenza.

I Favati: della zona di contrada Pietramara, annata 2007. Ha un bouquet molto floreale con note di fiori di sambuco, camomilla, fiori di campo e miele, in bocca ha una buona sapidità  e mineralità. Buona persistenza.

Villa Diamante: della zona di Montefredane, contrada Toppole, annata 2005. Ha note di fiore di sambuco, miele e una nota di muffito e di uva passita. Buona sapidità e lunga persistenza.

Colli di Lapio di Clelia Romano: della zona di Lapio contrada Arianello, annata 2004. Marcate note floreali su cui spicca il sambuco e una nota di miele. Buona nota minerale, sapido e persistente.

Vadiaperti: della zona di Montefredane, annata 2003. A naso l’ho trovato molto verde, poco profumato e con una leggera nota di speziatura. In bocca è molto sapido e minerale.

Note: a mio gusto preferisco Villa Diamante e Cantina del barone con un’indecisione per Colli di lapio che vorrei riassaggiare.

#terroirvino

I vini Sloveni:

Korenika & Moskon. Ho assaggiato un Malvasia Cru di vigne vecchie del 2010. Con profumi delicati, buona acidità e mineralità. Purtroppo poco prima avevo assaggiato un sauvignon spettacolare e l’assaggio ne ha risentito.

Zanut Kocijancic. Sauvignon 2009, davvero un bel vino elegante, senza difetti con profumi molto pronunciati (ma senza la famigerata “pipì di gatto”). Note floreali, erbacee, aromatiche; buona acidità e sapidità. Comprata una bottiglia :-). Ribolla gialla 2009, buono elegante ma non mi ha particolarmente impressionato.

Santomas. Malvasia 2009. Il 15% del vino prodotto viene fatto evolvere in barrique prima di essere messo in bottiglia. Buoni profumi, molto bilanciato in bocca, sapido e con una buona persistenza.

Tilia Estate Wines. Pinot Grigio 2010, ha un naso molto ricco di profumi con note agrumate. Elegante in bocca. Sauvignon 2010, abbastanza profumato con le note classiche di frutto bianco, peperone, molto elegante. In bocca tende a avere un’acidità leggermente preminente. Ribolla Gialla 2010, il vino fa due settimane di macerazione sulle bucce e vengono utilizzati lieviti autoctoni. Effettua un passaggio in botte. Un vino abbastanza interessante, elegante al naso e con una buona acidità.

Movia. Lunar Ribolla Gialla, per realizzare questo vino l’uva diraspata a mano viene messa in barriques modificate nell’apertura. Effettua una fermentazione, macerazione e affinamento sulle bucce per circa otto  mesi e poi permane almeno quattro mesi in bottiglia. A naso si presenta secco e fruttato, mielato. In bocca è  grasso, potente, sapido ma fresco. Veliko Belo, composto da Ribolla 70%, Pinot Grigio 20%. Sauvignon 10%, viene affinato tre anni in barrique francese. Buoni profumi in prevalenza dolci, in bocca è sapido con una buona acidità. Puro Rosè 2003 composto da Pinot Nero 60%, Ribolla 30%, Pinot grigio 10% è un metodo classico al quale però non viene fatta la sboccatura che viene effettuata al momento dello stappo. Va infatti stappato a testa in giù con il collo immerso in una bacinella d’acqua; “il puro è un metodo classico dove la rifermentazione in bottiglia viene fatta aggiungendo mosto fresco al vino base che ha completato l’invecchiamento in barriques dopo circa 4 anni; non vengono aggiunti né “liqueur de tirage” (sciroppo e lieviti selezionati) ne “liqueur d’expedition” perché non viene fatto nessun degorgement. Nella bottiglia sono presenti depositi che permettono al vino di migliorare e di continuare ad evolvere. Il vino deve essere sempre caraffato ad una temperatura intorno agli 0° C così facendo si separa dal vino gran parte dei depositi contenenti ancora lieviti attivi (sur lie). Si effettua di fatto un degorgement davanti al cliente”. Un vino interessante con sentori di nocciola tostata e una bocca intrigante. Comprato una bottiglia.

I vini Italiani:

Manenti, di Donnalucata (RG). Sono viticoltori da pochissimi anni. Ho assaggiato il Cerasuolo di Vittoria 2010 che ha degli ottimi profumi e in bocca ha una buona acidità sostenuta dai dei buoni tannini.

Crociani, della mitica Susanna. Ho assaggiato sia il Rosso di Montepulciano del 2009 che i Nobili di Montepulciano 2008 e 2007. Vini splendidi, molto eleganti con un bouquet elegante e una bocca potente su cui spiccano i tannini. Un vino che va sempre accompagnato da una buona cena e una splendida compagnia. Poi siamo passati al Vin Santo di Montepulciano che mi ha piacevolmente sorpreso sia per le note aromatiche che per la buona acidità che mantiene.

Trequanda, di Trequanda (SI) rimaniamo in Toscana per l’assaggio di questo Orcia Rosso Tre Calici fatto con 100% di Sangiovese. Un naso fruttato con una leggera nota di vaniglia dovuta alla barrique, in bocca ha dei tannini non troppo spigolosi equilibrati da una buona acidità. Molto persistente.

Terra di Bargòn, di Riomaggiore (SP) il produttore proponeva una verticale di Sciacchetrà. Io ho assaggiato il 2007 e il 2002. Devo dire che non mi hanno entusiasmato, in particolare il 2007.

Ka Maciné Azienda Agricola Repaci Roberta di Soldano (IM). Premetto subito che la valutazione è fortemente di parte perché il Rossese ha una nota speziata fantastica e al tavolo della cena a Villa Spinola ero seduto con Maurizio e Roberta che sono davvero splendidi. Rossese Beregna 2010, un vino che si fa apprezzare con la sua spiccata nota speziata a naso accompagnata da frutti rossi, buona acidità e tannini. Rossese Galeae 2009, 2008 e 2007; una bella verticale di tre annate del Rossese più importante della maison. Tutte e tre le annate hanno qualcosa di intimo da raccontare e soprattutto comunicano che il Rossese non è solo un vino da pronta beva ma anzi ha un’evoluzione interessante. Comprato una bottiglia di Galeae 2009.

Cascina Garitina di Castel Boglione (AT). Sembra strano da scrivere ma pur avendo visto mille volte il Prez fino a #polpette1 (che si è tenuto sabato 10) non avevo mai assaggiato i suoi vini. La Barbera Vera (credo 2010)  la versione base, molto fruttata e fresca con una ottima acidità. Brachetto d’Acqui Niades è il classico Brachetto tappo raso con le note di frutti rossi, con prevalenza di lampone, leggero, fresco e con una buona acidità. Barbera d’Asti Superiore Docg Nizza 900, è la barberona importante che è quasi da masticare più che sorseggiare. Un naso con frutti rossi maturi, molto potente, grassa in bocca ma con una buona acidità. Molto impegnativa e da accompagnare con piatti importanti. Barbera Passito Rugiada, molto interessante ha un naso con prevalenza di composta di frutti rossi (ribes e mirtillo) in bocca è suadente e lascia presagire un interessante abbinamento con formaggi di carattere. Comprato una buta di Rugiada.

Pianbello, di Loazzolo (AT) ho assaggiato solo il Loazzolo passito, che è un vino che amo, ma questo non mi ha particolarmente appassionato anche via della dolcezza troppo stucchevole.

Poderi Roset di Verduno (CN). Quando incontro uno qualsiasi dei produttori di Verduno non posso esimermi da assaggiare il Pelaverga, uno dei vini che preferisco. Poderi Roset danno una bella interpretazione a questo vitigno regalandoci un Pelaverga interessante con una bella nota speziata (con prevalenza di pepe), elegante al palato e con una buona acidità e freschezza. Non ho comprato una bottiglia solo perché non avevo più spazio in valigia.

Anna Maria Abbona di Dogliani (CN). Ho voluto assaggiare i nuovi vini della nota vigneron (non so se è declinato correttamente al femminile) saltando i più noti Dolcetti di Dogliani. Ho fatto un “errore” perché sia il bianco che il rosato non mi hanno particolarmente colpito anzi, mi hanno un po’ deluso.

Letrari di Rovereto (TN). Moscato Rosa Trentino Passito, un vino piacevolmente dolce senza essere stucchevole con una naso interessante.

Le Vigne di Alice di Carpesisca di Vittorio Veneto (TV). Dire qualcosa su Cinzia dopo la presentazione del PuntoG al Vinitaly,  pare superfluo :-) ma ci proviamo lo stesso. Ho assaggiato il Rosé Spumante Brut Osé (ovviamente) vinificato con uve Gera e Marzemino. Un bouquet intrigante con una sua eleganza in bocca, da riassaggiare a tavola accompagnato al giusto piatto. Mi toccherà andare a trovare Cinzia in cantina :-)

Non riporto le degustazioni fatte seduti al tavolo durante la cena a Villa Spinola perché non ho preso appunti “distratto” dalla convivialità dei presenti al tavolo :-) uno di quelli che mi è rimasto in mente ma in negativo è un bianco di Buscemi (uno Chardonay credo) anche se devo ammettere che non è stato l’unico che ha deluso.

 

  1. Sei stato vero, anche gentile per certi vini. Come sempre un piacere commensare (si usa?). Però lo chardonnay di Lageder in Magnum ci ha fatto riappacificare con i bianchi a cena, vero? Appresto!

    • Roberto says:

      Ciao Tomaso, pensi che se “commensare” non si usa, rende comunque benissimo l’idea. Grazie per il commento e per avermi ricordato Lageder :-) anzi, mi hai anche fatto ricordare che ho dimenticato di recensire il Rossese! Corro a rimediare :-)

  2. Ti aspetto! avvisami che così butto la pasta per tempo ;-))

  3. Arrivo colpevolmente in ritardo!

    Sono felice di sapere che tra i tuoi preferiti c’è anche il Particella 928 di Cantina del Barone. Il fatto che fosse così giovane non gli ha forse reso pieno merito.

    A presto,
    a.

  4. Maurizio Anfosso says:

    Anche se molto in ritardo…..grazie

    Ka* Mancinè

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