Un Erbaluce per due

14 comments

Nel precedente post non ho raccontato tutto della due giorni dedicati all’Erbaluce. Bene nemmeno in questo post riuscirò a raccontare quello che manca perché sono stati due giorni davvero intensi :-)
Quello che invece mi preme fare è tornare a parlare di una questione, legata all’Erbaluce, raccontata (almeno dal punto di vista di una delle due parti) in questo post. Tanto per fare un breve riassunto (ma se andate a leggere il post è meglio :-) ): il nome Erbaluce è stato protetto da usa sorta di copyright dai produttori di Caluso e questo non permette ai produttori delle Colline Novaresi di utilizzare il termine Erbaluce, nemmeno nella retro-etichetta. Ma in effetti loro l’Erbaluce lo utilizzano.

Durante il pranzo del primo giorno ero seduto allo stesso tavolo di Gian Luigi Orsolani e, tra una chiacchiera e l’altra, ho tirato fuori l’argomento del “Vitigno Innominabile”. Orsolani mi ha raccontato la vicenda vista dal loro lato (ed in effetti non si discosta molto da quella raccontatami da Rovelloti e questa la dice lunga sulla grande onestà di queste persone). Erbaluce è un marchio registrato a livello mondiale. La registrazione del marchio è stata fatta per proteggere  i pochi ettari vitati sopravvissuti al saccheggio operato dall’industria nei decenni precedenti. Vi pare una ragione sufficiente? Si se provate a pensare che se domani un Californiano e un Australiano si alzassero e decidessero di impiantare l’Erbaluce, lo impianterebbero su una superficie almeno 5 volte superiore a quella di tutti i produttori di Erbaluce del Canavese. Questo provocherebbe un probabile crollo dei prezzi ed un’erosione delle quote di mercato. Bene, adesso aggiungete a questo la burocrazia Italiana e la miriade di Enti inutili che abbiamo in Italia; quando i produttori delle Colline Novaresi fecero richiesta della doc per i loro vini, in particolare per il loro vino Colline Novaresi Bianco, scrissero che per farlo utilizzavano il Greco Novarese, il vitigno da sempre usato in quella zona… ma lo zelante Ente fece loro notare che erano fessi perché quel vitigno che loro “stupidamente” hanno sempre chiamato Greco Novarese è una variante di Erbaluce! E quindi scrissero Erbaluce nel disciplinare della DOC. Così è nato il contenzioso tra i produttori del Canavese e quelli del Novarese.

Il contenzioso è andato avanti per un bel po’ e alla fine è stata fatta valere la registrazione del marchio Erbaluce, lasciando i produttori Novaresi orfani del loro Greco Novarese. Problema però risolvibile imponendo che nel disciplinare venga sostituito Erbaluce con Greco Novarese. Sempre che non si muoia prima sommersi dalle carte bollate!

Chissà se adesso che la questione è chiusa, non riesca a organizzare un’intervista doppia con Rovellotti e Orsolani :-)

  1. Bel post su questo contezioso fra produttori in realtà vicini come terroir sul nome erbaluce, un contezioso di cui tu per primo parlasti tempo fa. Non sapevo del marchio registrato.

    • In effetti sul discorso del marchio non mi ero espresso abbastanza chiaramente nel post “il Vitigno Innominabile”, ma così è :-)

  2. Davvero interessante questo post sulla disputa della denominazione…mi fa venire in mente le querelles sul Tocai o Tokaji e quella più antica sul trebbiano spoletino. Sono momenti di formazione e cultura che non dobbiamo perdere…

  3. Arrivo in ritardo a commentare questo post, un ritardo dovuto al fatto che prima di dire stupidaggini preferisco essere informato; gli Stati Uniti D’America hanno approvato l’utilizzo del nome Erbaluce, e di altri vitigni italiani, sulle etichette dei loro vini (vedi Federal Register Vol. 76 No. 13 2011) e questo è possibile dal 28.11.2011, per buona pace dei burocrati italiani e dei produttori calusiesi che ci hanno raccontato che “Erbaluce” era stato registrato a livello mondiale………ma dove!! La solita italica figura di m………!

    • Ho parlato con Gian Luigi Orsolani in relazione al tuo commento. Come giustamente mi fa notare un conto è la protezione di un marchio un’altra è la rivalsa del possessore di tale marchio verso chi ne abusa.. Inoltre io ho provato a fare una ricerca di quel documento ma risulta contenere dati sulla situazione di povertà negli USA. Visto che se si cita una fonte bisogna dare poi dei riferimenti chiari, gradirei che pubblicassi il link. Grazie

      • Scusa per il ritardo nel rispondere
        ecco il link http://www.gpo.gov/fdsys/pkg/FR-2011-01-20/pdf/FR-2011-01-20.pdf
        alle pagine 3575 e 3583
        ed il riferimento mi sembrava chiaro, quello che chiaro non mi sembra è il pensiero di Orsolani, cosa vuole dire? forse che è giusto proteggersi dai novaresi ma degli americani chissenefrega? Ribadisco che io produce circa 1000 bottiglie di Erbaluce, quindi non mi interessa molto scriverlo o meno in etichetta, è il principio che conta, non si deve permettere a nessuno di registrare il nome di un vitigno che, in ogni caso, resta e sempre sarà, patrimonio di tutti.

        • Ciao Marco, grazie per il link. Nel documento si legge che è stato autorizzato l’impianto di Erbaluce per la produzione di vino e questo non è certo proibito. Non si evince se potrà essere inserito in etichetta o se potrà essere utilizzato il nome.
          Se quando il primo vino prodotto con l’uva di questi impianti porterà in etichetta la dicitura “Erbaluce” il Consorzio e/o la Comunità Europea faranno rispettare la protezione del marchio.

          • Ciao Roberto, credo di doverti contraddire, infatti la richiesta, poi approvata, dei produttori americane era di inserire l’Erbaluce e gli altri vitigni menzionati nella “parte 4″ e questa recita: PART 4 LABELING AND ADVERTISING OF WINE che tradotto dice “ETICHETTATURA E PUBBLICITA’ DEL VINO” Ora i produttori di Caluso vogliono davvero continuare a prenderci in giro asserendo di aver registrato Erbaluce a livello mondiale?? Penso che sia ora di smetterla di raccontarci frottole. Pensaci bene e realisticamente dimmi se secondo te si può registrare il nome di un vitigno e ribadisco VITIGNO e non marchio a livello mondiale? Pensi davvero che la cina, gli USA ed altri stati sovrani possano accettare una simile bestialità? Io ho cercato questa presunta registrazione in mezzo mondo e non ne ho trovato traccia, per essere registrata negli USA deve essere presentata al loro e ribadisco LORO ufficio competente e di questa registrazione non vi è traccia. Smettiamola di parlare di “marchio” l’Erbaluce NON E’ UN MARCHIO e quindi non lo si può registrare, almeno non lo si può fare in un Paese normale. I produttori novaresi sono sempre più convinti di dover fare qualche cosa per sanare questa assurda situazione, non so cosa e come faremo ma, con l’aiuto del nostro consorzio, proveremo a far capire che una DOC prodotta al 100% con Erbaluce non può, per riguardo ai consumatori, chiamarsi semplicemente “Bianco”

          • Ciao Marco,
            vista la mia particolare allergia alle divisioni che animano in particolare il mondo del vino, ti posso solo consigliare di chiamare o scrivere a Gigi Orsolani e chiedere a lui lumi sulla registrazione (o più semplicemente protezione) del nome Erbaluce.
            Nessuno meglio di lui può risponderti.

            Passerò sicuramente a assaggiare il tuo vino, prossimamente :-)

            Roberto

  4. Ciao Roberto, ti aspetto in cantina quando vuoi, per il resto, purtroppo, si protà procedere solo per vie legali e non puoi immaginarti quanto mi dispiace.

    • Ciao Marco, mi pare che di battaglie legali già ne siano state fatte tante. Ha ancora senso percorrere quella strada?

  5. Caro Roberto, sicuramente non sarò io in prima persona ad avviare una causa legale, dovrà e lo farà il nostro consorzio, probabilmente supportato da altri enti istituzionali. Si, ha senso ed ha senso perchè un vino d.o.c. composto al 100% da un solo vitigno non può chiamarsi semplicemente “Colline Novaresi d.o.c. Bianco” oltretutto anche la legge prevede, in questo caso, che il vitigno sia parte integrante del nome della d.o.c. e questo per rispetto al consumatore. Orsolani e Rovellotti, nel post iniziale, hanno dato una risposta politicamente corretta, sono due persone che stimo, anche se Orsolani lo conosco solo per gli ottimi vini che produce, ma la storia del politicamente corretto deve finire, perchè questa è la storia che ha portato l’Italia dove è e non mi sembra che a livello mondiale goda di molta considerazione. Io ho chiesto di visionare questa “registrazione a livello mondiale” a tutti gli enti preposti e non l’ho mai ricevuta in quanto non esiste, il caso Erbaluce è stato solo un pretesto per un preciso scontro politico fra la provincia di Torino, di sinistra, e la regione Piemonte della lega e a farne le spese siamo stati solo noi; non mi si dica che autorizzare i pochi ettari di Erbaluce novarese ad essere chiamati con il proprio nome avrebbe potuto sconvolgere gli equilibri di mercato, quale mercato?? Hai mai provato a chiedere ad uno straniero che cosa è l’erbaluce? Se non lo hai fatto provaci.
    Ciao.
    Marco

    • Per quel che ne so io la battaglia legale è già stata portata avanti dal Consorzio Novarese e, credo, persa. Questo l’ho appreso parlando con Rovellotti e Orsolani che ho avuto di conoscere entrambi, quindi ho attinto direttamente dalle fonti.

      • Quelle erano solo schermaglie con il comitato nazionale vini e la regione, a livello di consorzio non è ancora stato fatto nulla, per intenderci avvocati e tribunali non ce ne sono mai stati ed una causa legale prevede proprio questo.

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