In cerca di Identità (Golose)

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Questa è la prima volta che  partecipo a Identità Golose. Combinazione proprio quest’anno associato a Identità c’è il Milano Food & Wine Festival, figlio del ben più noto festival di Merano. Il Milano FWF e Identità Golose sono due manifestazioni completamente  diverse, con approcci diversi e regalano esperienze diverse.

Milano Food & Wine Festival: potrei riscrivere pari pari il post che scrissi per la manifestazione di Fornovo. il Milano FWF è estremamente banale, una fila di bottiglie appoggiate su minuscoli tavoli che fanno da contraltare alle scenografie Hollywoodiane degli sponsor, sia mai che qualcuno che paga meno possa spiccare! Quindi le solite degustazioni seriali interrotte occasionalmente da qualche pezzo di pane (merce rarissima). Le solite (piacevoli) chiacchiere con i produttori per farsi raccontare la storia e la terra che c’è dietro ogni vino. Tra quelli assaggiati (pochi per la verità) degni di nota ci sono Villa Job e Secondo Marco, espressioni diverse di territori e vini diversi ma entrambi con un bell’appeal. Unica nota positiva la gestione delle PR da parte di Finestrino RP.

Identità Golose: non so con che finalità è nato ma di certo è diventato il Bengodi degli Enogastrovouyer che saltano da uno showcooking all’altro come se non ci fosse un domani. Gli showcooking sono sufficientemente interessanti ma non da strapparsi i capelli. Gli stands sono di altra pasta rispetto a quelli del Milano FWF. Suntuosi, provocatori, colorati, sempre pieni di gente e con prodotti interessanti. Nei corridoi sfilano più chefs stellati di quelli che riuscirebbe a contenere una Guida Michelin :-) Molti espositori interessanti e vari e soprattutto con prodotti di ottima qualità. Quello che stona sono gli sponsor! Che ci azzecca Lavazza con Scabin o con Felicetti; Birra Moretti con il salmone dell’Alaska o con Pastificio dei Campi? A me vien da dire: nulla! E francamente faccio sempre fatica a capire perché certe manifestazioni scelgano questi sponsor (tranne il tristemente noto: pecunia non olet).
Durante Identità Golose ho avuto occasione di parlare con Riccardo Felicetti (di grani antichi e ho anche avuto qualche anteprima sulle sue prossime mosse); Oscar Farinetti di Eataly; Davide Scabin (e ho anche avuto l’occasione di provare la sua cucina allo stand di Felicetti); Bressan che mi ha fatto assaggiare un Pinot Nero che vale la pena di bere (al quale però consiglio di rifare il sito web che è datato ;-)  ); Loreno Michelin di 32 via dei birrai che mi ha fatto assaggiare il suo aceto e mi ha raccontato dei loro lieviti e della cura che gli dedicano; Anbrea Bez di Acetaia San Giacomo (il mio spacciatore di Saba, Balsamico e Parmigiano Reggiano). Altro aspetto positivo di Identità Golose è la possibilità di incontrare altri Blogger, manco fosse un barcamp.
Spero il prossimo anno di vedere sponsor di livello adeguato, un Milano FWF diverso (anche se dubito) e un collegamento wifi gratuito per tutti, stampa, bloggers e ospiti paganti.

Un set su Flickr

  1. Finalmente un post di uno che non fa il lacchè ma ama la cucina. Hai ragione, gli sponsor popolari come quelli che hai citato non c’entrano nulla con Scabin, ma vogliamo parlare di Marchesi che ha fregiato con il suo nome un panino di MC Donald?

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