Trentino, terra della pasta

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Era da un bel po’ di tempo che avevo pianificato una visita al Pastificio Felicetti ma per un motivo o per l’altro lo rimandavo in continuazione. Finalmente un giorno, caldo, di Luglio sono riuscito a organizzarmi e partire alla volta di Predazzo per andare a trovare Riccardo Felicetti. Riccardo l’ho conosciuto su Twitter scambiandoci opinioni e discutendo di grani antichi, Kamut e ovviamente di pasta, anzi di Pasta. Le chiacchiere non sono state solo virtuali ma anche reali in occasione di un paio di fiere o qualche telefonata.
Il Trentino non ha una plurisecolare tradizione di pasta come Gragnano ma il Pastificio Felicetti è nato quando quelle terre erano ancora Austriache, nel 1908. Una tradizione centenaria che si sente nella passione tramandata di generazione in generazione fino ad arrivare a Riccardo che parla della sua pasta e in generale della Pasta come di una persona di famiglia.
Questa estrema attenzione la si coglie in ogni fase della produzione, dalla scelta dei grani alla ricerca di nuove miscele o di nuove paste. I pastai che lavorano nella fabbrica (si ho scritto proprio fabbrica visto che ci sono quattro linee di produzione) compiono un’attività artigianale verificando le miscele, la giusta umidità, regolando e controllando le grosse macchine che senza di loro non produrrebbero Pasta ma solo una qualche materia secca fatta di semola.
I grani selezionati dall’agronomo e fatti coltivare da veri agricoltori (in Italia e in America) e con solo una parte acquistati sul mercato, vengono verificati e analizzati in laboratorio e i campioni vengono tenuti per future verifiche con una tracciabilità che percorre tutta la filiera.  Gli accordi con gli agricoltori vengono fatti nel riconoscimento del loro lavoro e quindi retribuiti con valori superiori a quelli di mercato perché nella filosofia di Felicetti la buona pasta nasce solo da buone materie prime. Questo vale per tutte le tipologie di pasta, da quella che finisce sui banchi della GDO a quella a marchio Monograno Felicetti.
Il giro all’interno del sito di produzione è scandito di chiacchiere sul mondo della pasta su come i pastifici siano passati da 230 a 120 in circa dieci anni nonostante la produzione di pasta sia aumentata, delle politiche della GDO (che tende a strangolare i produttori per avere prodotti a basso prezzo sugli scaffali), della difficoltà di fare accordi con gli agricoltori e della gestione della filiera, di Gragnano e dei pastifici del Nord Italia una volta molto numerosi e ormai quasi scomparsi.

A fine giornata torno a casa con molto in tasca, gli occhi pieni di quel bellissimo territorio che è la Val di Fiemme e uno scatolone pieno di Monograno Felicetti  contenente una buona dose di spaghettoni Matt, i miei preferiti (lo confesso, a me lo spaghetto piccolo NON piace!). Qualche scatto su Flickr.

Note a margine: la lunga chiacchierata con Riccardo mi ha fatto ulteriormente riflettere su alcuni punti e in particolare su GDO e consumo consapevole. Credo che allo stato attuale e per le politiche di acquisto fatte dai Centri di acquisto della GDO nulla sia più distante della stessa dall’etica. Al fine di offrire sempre più prodotti sugli scaffali a prezzi bassi la GDO sta uccidendo l’etica e sta svalutando l’agricoltura e l’agricoltore. Quando acquistiamo un prodotto a basso prezzo dobbiamo essere consapevoli che tutta la catena produttiva che sta a monte di quel prodotto è stata depredata di qualcosa, che il lavoro non è stato ben retribuito, in particolare quello produttivo (agricoltore e trasformatore). Che il nostro acquisto alimenta quasi sicuramente una speculazione sulle materie prime ad opera dei grandi trader misconoscendo in particolare e ancora di più il lavoro prezioso degli agricoltori.
Acquistare in GDO e in particolare i prodotti da prezzo significa alimentare questo sistema finanziario e speculativo e quindi il nostro volere tutto e sempre sulla nostra tavola è possibile solo se accettiamo il contorno di crisi, licenziamenti, riassetti della ricchezza a favore di pochi privilegiati e momenti di povertà dilagante. Dovremmo iniziare a pensare seriamente a tutto ciò.

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