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		<title>Pavé, il lato dolce della vita</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paradiso]]></category>
		<category><![CDATA[Pasticceria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Amici uniti da una passione e da una serie di sogni che forse in una città diversa da Milano non si sarebbero nemmeno potuti sfiorare&#8220;. Questa è la frase nella quale MariaSole, Giovanni, Luca e Diego racchiudono il loro progetto. Pavé è una neonata pasticceria, sita in via Felice Casati a Milano, che vuole abbinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG_20120512_104851.jpg"><img class="size-medium wp-image-483 alignleft" title="IMG_20120512_104851" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG_20120512_104851-e1337072278129-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>&#8220;<em>Amici uniti da una passione e da una serie di sogni che forse in una città diversa da Milano non si sarebbero nemmeno potuti sfiorare</em>&#8220;. Questa è la frase nella quale MariaSole, Giovanni, Luca e Diego racchiudono il loro progetto. Pavé è una neonata pasticceria, sita in via Felice Casati a Milano, che vuole abbinare ai dolci una serie di incontri culturali e musicali; cibo, musica e parole il tutto rigorosamente &#8220;<em>artigianalmente passionale</em>&#8220;.<br />
Pavé è pane con lievito madre, brioches ricche di conforto, torte e dolci avvolgenti, un luogo che ti accoglie e ti coccola. Io l&#8217;ho provato, su invito dei ragazzi, assieme ad altri blogger ma appena arrivato ho notato che il locale è già popolato da persone che si sono appropriate dello spazio per farsi coccolare tra una ciacola e l&#8217;altra. Quando entri da Pavé il tempo lo lasci fuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Pavé<br />
via Felice Casati 27 Milano<br />
Telefono: +39 02 94392259<br />
email: hello@pavemilano.com<br />
web: <a href="http://www.pavemilano.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pavemilano.com/?referer=');">pavemilano.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/robji/sets/72157629720710268/show/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/robji/sets/72157629720710268/show/?referer=');">Qui</a> un po&#8217; di foto del locale e delle leccornie</p>
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		<title>Alb@camp e Langhe Roero 2012: il web racconta il territorio</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrei voluto scriverne prima ma le giornate troppo piene di attività lavorative me lo hanno impedito. Però l&#8217;esperienza è stata così pregnante che i ricordi sono ancora vivi nonostante l&#8217;età avanzata L&#8217;evento Langhe Roero, i sapori del web è stato organizzato dall&#8217;Ente del turismo di Alba con il contributo indispensabile di Paola Sucato, Francesca Martinengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG_20120501_105221.jpg"><img class="size-medium wp-image-470 alignleft" title="langhe-roero-albacamp" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG_20120501_105221-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Avrei voluto scriverne prima ma le giornate troppo piene di attività lavorative me lo hanno impedito. Però l&#8217;esperienza è stata così pregnante che i ricordi sono ancora vivi nonostante l&#8217;età avanzata <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
L&#8217;evento <em>Langhe Roero, i sapori del web</em> è stato organizzato dall&#8217;Ente del turismo di Alba con il contributo indispensabile di Paola Sucato, Francesca Martinengo e Carlo Vischi con  il dichiarato scopo di promuovere il territorio delle Langhe attraverso i Social Media e i Blogs dei numerosi bloggers invitati (ospitati e nutriti). Il <a href="http://www.langheroero.it/Sezione.jsp?titolo=Il+Mondo+Blogger+in+Langhe+e+Roero&amp;idSezione=751" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.langheroero.it/Sezione.jsp?titolo=Il+Mondo+Blogger+in+Langhe+e+Roero_amp_idSezione=751&amp;referer=');">programma</a> era davvero ampio e ben organizzato (con la complicazione di doverlo modificare in parte a causa maltempo) e comprendeva anche un <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/BarCamp?referer=');">barcamp</a></em> come momento di incontro e confronto su blog e territorio.<br />
<a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG_20120429_141425.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-471" title="albacamp" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG_20120429_141425-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Alb@camp è stato un momento molto interessante dove molti <a href="http://barcamp.org/w/page/52642301/AlbaCamp" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/barcamp.org/w/page/52642301/AlbaCamp?referer=');">bloggers</a> hanno portato un contributo. Gli argomenti hanno spaziato dal cibo, al territorio, all&#8217;economia locale, la fotografia; quelli che mi sono rimasti &#8220;nel cuore&#8221; sono stati <a href="http://www.cucinasenzasenza.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.cucinasenzasenza.com/?referer=');">Irene Binaghi</a> &#8221;blog di cucina naturale e erbe spontanee&#8221;, <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.thechefisonthetable.com/dblog/?referer=');">Mariachiara Montera</a> &#8221;Foodblogger per Officina di Cucina: un aiuto per Genova.&#8221;, <a href="http://www.curvyfoodiehungry.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.curvyfoodiehungry.it/?referer=');">Martina Liverani</a> &#8221;LADY COOK: donne, territori e tradizioni&#8221;, <a href="http://www.paolasucato.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.paolasucato.it/?referer=');">Ci_polla</a> con <a href="http://www.mulinomarino.it/home.php" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mulinomarino.it/home.php?referer=');">Mulino Marino</a>  &#8220;Il progetto Enkir&#8221; principalmente per gli argomenti trattati. Tutti gli interventi sono stati interessanti, alcuni con punte di comicità notevole nonostante la pessima giacca indossata <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />   (vero Emanulele? <a href="http://www.cibvs.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.cibvs.com/?referer=');">CibVs</a> &#8221;Aggiungi un <em>post</em> a tavola.&#8221;). Nel mio intervento ho raccontato la genesi del post <em><a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/02/10/pan-ed-langa/" target="_blank">Pan ed Langa</a></em>  e del perché vale la pena di raccontare storie come questa.<br />
Le tre giornate sono state condite da pranzi, <a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/05/05/metti-una-sera-a-cena-con-ugo-alciati/" target="_blank">cene</a>, gite per la Langa, cooking class, visite in <a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/05/04/visita-a-fontanafredda-capitolo-primo/" target="_blank">cantina</a>,  <a href="http://www.fieradeltartufo.org/Sezione.jsp?idSezione=85" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fieradeltartufo.org/Sezione.jsp?idSezione=85&amp;referer=');">Vinum</a>&#8230; insomma un modo piacevole di rinfrescarci la memoria su questo territorio (abbiamo abitato in Langa per tre anni).</p>
<p style="text-align: justify;">Unica piccolissima nota &#8220;stonata&#8221; (ma in Italia è ancora la normalità) è stata la mancanza della rete wifi nonostante ad Alba esista una rete gratuita cittadina ma limitata ad un&#8217;ora di utilizzo, bello sarebbe stato aprirla ai bloggers ospiti dell&#8217;evento. Sono sicuro che allaprossima occasione l&#8217;Ente del turismo saprà porre rimedio <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Un po&#8217; di Storify: <a href="http://storify.com/search?q=albacamp" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/storify.com/search?q=albacamp&amp;referer=');">qui</a> e <a href="http://storify.com/robji_m/albcamp" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/storify.com/robji_m/albcamp?referer=');">qui</a></p>
<p style="text-align: justify;">un po&#8217; di Flickr: <a href="http://www.flickr.com/photos/robji/sets/72157629582956868/show/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/robji/sets/72157629582956868/show/?referer=');">qui</a> e <a href="http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/sets/72157629939522921/show/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/br1dotcom/sets/72157629939522921/show/?referer=');">qui </a></p>
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		<title>Metti una sera a cena con Ugo Alciati</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 18:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di vite]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ugo Alciati, la cucina, il vino ed io&#8221; è il sottotitolo di questo post. In occasione dell&#8217;evento &#8220;Langhe Roero &#8211; I sapori del web&#8221; tenutosi ad Alba, ho cenato nel ristorante Contessa Rosa (egregiamente governato dallo chef Pierpaolo Livorno) che si trova all&#8217;interno delle Tenute Fontanafredda. In questa occasione ho avuto il piacere di avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/ugo-alciati.jpg"><img class="size-medium wp-image-465 alignleft" title="ugo-alciati" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/ugo-alciati-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>&#8220;Ugo Alciati, la cucina, il vino ed io&#8221; è il sottotitolo di questo post. In occasione dell&#8217;evento &#8220;Langhe Roero &#8211; I sapori del web&#8221; tenutosi ad Alba, ho cenato nel ristorante Contessa Rosa (egregiamente governato dallo chef Pierpaolo Livorno) che si trova all&#8217;interno delle Tenute Fontanafredda. In questa occasione ho avuto il piacere di avere seduto accanto a me Ugo Alciati, chef stellatissimo del Ristorante da Guido a Pollenzo, e di scambiare quattro chiacchiere tra &#8220;colleghi&#8221; (non che io mi senta chef, sia chiaro). Abbiamo chiacchierato di ristorazione (lui ristoratore io ex) spaziando dalle materie prime ai ricarichi sul vino.<br />
La tanto sbandierata qualità (buona ovviamente se non addirittura ottima) non è poi così considerata e non solo in ambito ristorazione ma anche sulla propria tavola. Purtroppo la ricerca degli ingredienti di buona qualità la si trova molto più facilmente nell&#8217;alta ristorazione (che non finisce di piacermi) e man mano che ci si avvicina all&#8217;intimo della nostra casa la si vede allontanarsi. La GDO è frequentatissima da persone con carrelli pieni di ogni abominio culinario, alimenti pieni di zuccheri raffinati (dannosi), additivi inutili, aromi innaturali, oli di scarsa qualità e via elencando. Spesso sono gli stessi prodotti che ritroviamo in una buona parte della ristorazione e non solo quella di basso livello. Peggio è quando la scarsa attenzione alla buona qualità la ritrovi in ristoranti con prezzi non proprio bassi, anzi.<br />
Tra una chiacchiera e l&#8217;altra siamo finiti a parlare di vino, anzi del prezzo del vino nella ristorazione. Ad un certo punto ho anche pensato: <em>mannaggia a te, potevi anche evitare l&#8217;argomento</em>&#8230; ma sono rimasto basito quando Ugo Alciati mi ha detto: <em>pensa che mio padre (Guido quello del famosissimo ristorante di Costigliole) era appassionato di vino ed ha aperto il ristorante perché lui voleva vendere vino</em>. Eh?? Il famoso Guido, quel Guido un venditore di vino? Notiziona! Poi Ugo prosegue: <em>è per questo che noi non abbiamo mai fatto ricarichi elevati sui vini in carta. Io tutt&#8217;ora parto con un ricarico del 100% sulle bottiglie economiche per arrivare al 10-20% su quelle più costose</em>.<br />
Avrei quasi voluto baciarlo ma poi la (sua) barba lunga mi ha fatto desistere <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Quindi qualcuno che ha una visione della ristorazione come luogo in cui si guadagna facendo da mangiare esiste ancora!  Poi aggiunge anche che questa scelta fa si che molti colleghi non lo vedano &#8220;di buon occhio&#8221; e non stento a crederlo. Anche su twitter basta mettere in un tweet qualsiasi, anche se si sta parlando di matematica degli insiemi, assieme le parole <em>vino</em>, <em>prezzo</em> e <em>alto</em> si scatena l&#8217;inferno con buona parte di ristoratori che ritengono assolutamente normale avere ricarichi del 2-300% su una bottiglia di vino, senza nemmeno prendere in considerazione il contesto (come dire che un ristorante vale l&#8217;altro, tutti danno lo stesso servizio e via sminchiando). Ovviamente le motivazioni di questi ricarichi vanno dal costo del bicchiere (tutti usano bicchieri di cristallo Swarovsky), al sommelier in sala (spesso latitante), all&#8217;affitto da pagare, al Business Plan arrivando alle lune di Saturno negli occhi e finendo con &#8221;<em>Ero&#8230; rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C&#8217;era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C&#8217;è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette!</em> &#8220;.<br />
Quindi sentire un ristoratore e chef stellato, con brigata di cucina al seguito e stuoli di camerieri in sala, sicuramente bicchieri, posate, piatti e tovaglie di pregio, ragionare così mi fa pensare che una speranza di salvezza, anche per gli altri, c&#8217;è <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Visita a Fontanafredda &#8211; capitolo primo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 11:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della kermesse dedicata ai food e travel bloggers, &#8220;#LangheRoero2012 &#8211; I Sapori del web&#8221; e svoltasi ad Alba dal 29 Aprile al 1° Maggio, una delle mete programmate dall’ente del turismo Tu Langhe e Roero ci ha portato alla tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba. Di solito prediligo i piccoli produttori, preferisco entrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/fontanafredda.png"><img class="wp-image-456 alignleft" title="fontanafredda" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/fontanafredda-300x300.png" alt="" width="250" height="250" /></a>In occasione della kermesse dedicata ai food e travel bloggers, &#8220;<em>#LangheRoero2012 &#8211; I Sapori del web</em>&#8221; e svoltasi ad Alba dal 29 Aprile al 1° Maggio, una delle mete programmate dall’ente del turismo <a href="http://www.langheroero.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.langheroero.it/?referer=');">Tu Langhe e Roero</a> ci ha portato alla tenuta di <a href="http://www.fontanafredda.it/blog/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fontanafredda.it/blog/?referer=');">Fontanafredda</a> a Serralunga d’Alba. Di solito prediligo i piccoli produttori, preferisco entrare nella loro realtà più a misura d’uomo e molto lontana dalle logistiche della grossa azienda.<br />
Devo però dire che alcune cose in questa grande struttura mi hanno colpito favorevolmente. Certo è che la loro mole di produzione è veramente ingente: parliamo di qualche milione di bottiglie all’anno, un’enormità rispetto alle quantità di un produttore medio della zona e un numero che porta subito a pensare che la grande produzione non è di solito sinonimo di qualità. Forse Fontanafredda ha fatto un passo in più. Il passaggio di proprietà da Monte dei Paschi a Eataly (Oscar Farinetti) ha portato sicuramente innovazione fresca e soprattutto ambientalistica: gran parte della coltivazione dell’uva avviene in maniera ecologica, senza diserbanti e agenti chimici dannosi all’ambiente; i solfiti utilizzati nella macerazioni vengono ridotti del 50% ed è incorso il monitoraggio di una parte di produzione, chiaramente non in vendita in quanto sotto osservazione, totalmente senza solfiti. Le bottiglie della linea Valori Bollati sono di vetro riciclato così come le etichette che, per altro, sono state ridotte al minimo indispensabile per evitare sprechi e si prevede di passare quanto prima ad aumentare il numero di bottiglie di vetro riciclato che hanno lo svantaggio di essere più care, più pesanti e non idonee per i vini bianchi dove è più consono un vetro chiaro. Ma la valutazione è sicuramente apprezzabile e una scelta simile da parte di un’azienda con numeri così imponenti fa sicuramente la differenza.<br />
Lodevole inoltre il mecenatismo che vi si incontra grazie alla programmazione di eventi all’interno di una struttura- teatro posta nei locali dell’ex fondazione Monte Paschi dove periodicamente illustri personaggi dello spettacolo e della letteratura divengono relatori di seminari ai quali si può partecipare gratuitamente col solo onere della prenotazione.<br />
<a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/fontanafredda_2.png"><img class="alignright  wp-image-457" title="fontanafredda_2" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/05/fontanafredda_2-300x300.png" alt="" width="250" height="250" /></a>Cantine impeccabili, locali mantenuti in condizioni ottime preservando ed a volte esaltando la storia che vi si incrocia; la Villa Contessa Rosa conservata ancora con gli arredi originali ai piani superiori, il bosco che la contornava recuperato e valorizzato con un percorso naturalistico guidato (che purtroppo la pioggia non ci ha consentito di percorrere)<br />
Ed infine una proposta culinaria di tutto rispetto con lo chef PierPaolo Livorno che ha saputo preparare un menu eccellente di indubbio valore gastronomico come difficilmente si incontra e che ha simpaticamente accettato le nostre scherzose battute di essere un “seguace” della Parodi.<br />
Per ultimo ma non ultima di importanza, vorrei citare Monica Tavella che ha accompagnato il nostro gruppo nella visita alla struttura coinvolgendoci in tutti gli aspetti che impregnano le mura di fontanafredda, non solo di mero respiro tecnico riguardo al vino ed alla sua produzione ma guidandoci anche nei meandri della storia di Vittorio Emanuele II e della Bella Rosina, nei pettegolezzi dell’epoca, e contemporaneamente nella realtà prettamente attuale e dirompente del gruppo Fontanafredda-Mirafiori –Eataly.<br />
Un discreto esempio di come, a volte, i grandi numeri possono tentare di avvicinarsi alla qualità, cercando di proiettare in maniera intelligente i valori tipici della piccola produzione ad una struttura più allargata; se ciò avverrà a pieno titolo e se poi verrà mantenuto ce lo dirà solo il tempo.</p>
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		<title>Aggiungi un pAsto a tavola</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 10:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiungi un pasto a tavola è un&#8217;iniziativa del Comune di Milano (in collaborazione con Identità Golose) che si pone due obbiettivi: il rilancio dei mercati comunali (in particolare quelli coperti) e azioni di solidarietà versi i diversamente ricchi  (detto così fa molto politically correct). Iniziativa davvero interessante e pregevole visto che negli anni passati si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_20120416_110223.jpg"><img class="alignleft  wp-image-449" title="aggiungi-un-pasto-a-tavola" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_20120416_110223-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Aggiungi un pasto a tavola</em> è un&#8217;iniziativa del Comune di Milano (in collaborazione con Identità Golose) che si pone due obbiettivi: il rilancio dei mercati comunali (in particolare quelli coperti) e azioni di solidarietà versi i <em>diversamente ricchi</em>  (detto così fa molto politically correct).<br />
Iniziativa davvero interessante e pregevole visto che negli anni passati si è assistito allo sistematico smantellamento dei mercati coperti (QT8, Gorla e Washington solo per citarne alcuni). Ma leggiamo cosa viene raccontato nella cartella stampa che mi è stata data il giorno della presentazione del progetto: <em>Dal 19 al 21 aprile, i cittadini, aggiungendo un euro a ogni acquisto effettuato, riceveranno in cambio un bollino da applicare su un’apposita scheda ricevuta all’ingresso. Al raggiungimento di 5 bollini riceveranno, presso il banchetto gestito dai volontari allestito all’interno di ogni mercato, una shopping bag in cotone con il logo del Comune di Milano con all’interno il ricettario, utile per realizzare i menu proposti dagli chef, oltre a una ristampa del primo numero della rivista “La Cucina Italiana”.<br />
</em><em>A fine giornata i bollini raccolti si trasformeranno in prodotti alimentari da destinare ai cittadini in difficoltà. A farsi carico della raccolta alimentare saranno diverse realtà cittadine attive nel terzo settore e alcune mense per adulti in difficoltà. “Aggiungi un pasto a tavola” è il primo di una serie di appuntamenti che si riproporrà a ogni cambio di stagione per diffondere il più possibile i principi di una sana e corretta alimentazione a dimostrazione che si può mangiare bene spendendo il giusto, utilizzando prodotti freschi di stagione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;iniziativa chiara, semplice e che agisce sul territorio perché gli aiuti andranno a associazioni di volontariato che si trovano nella stessa zona del mercato coperto. Non ci resta che recarci al mercato più vicino nei giorni 19, 20 e 21 Aprile e fare la spesa per noi acquistando anche un po&#8217; di solidarietà per gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nota: unica cosa che mi lascia perplesso è il continuo utilizzare &#8216;sti poveri chef a mo&#8217; di starlette dello star system. Cracco, Oldani, Varese &amp; company sono ormai sovraesposti, tanto sovraesposti che non è nemmeno possibile fargli una foto decente. Che ne direbbero Comune e in particolare Identità Golose la prossima volta di fare uno sforzo maggiore di fantasia? Nel caso mi offro per fornire consulenza gratuitamente, una sorta di volontariato in <em>creatività</em>.</p>
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		<title>Caro il mio vino.</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 16:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso sui vari canali Internet leggo di lamentele relative al continuo calo di consumo del vino ma, a parte il lamentarsi fine a se stesso, raramente leggo di proposte che agevolino l&#8217;acquisto e il consumo. &#8220;Caro il mio vino&#8221; esprime bene il perché se ne compra e consuma sempre meno e in particolare nella ristorazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-442" title="caro-il-mio-vino" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/04/2012-04-07-17-51-21-028_Hagrid_Print-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" />Spesso sui vari canali Internet leggo di lamentele relative al continuo calo di consumo del vino ma, a parte il lamentarsi fine a se stesso, raramente leggo di proposte che agevolino l&#8217;acquisto e il consumo. &#8220;Caro il mio vino&#8221; esprime bene il perché se ne compra e consuma sempre meno e in particolare nella ristorazione. Su questo punto già ne avevo scritto a margine della recensione del Ristorante Erba Brusca e voglio riprendere l&#8217;argomento anche per verificare se ci possono essere delle alternative al modello attuale di creazione del prezzo al consumo.<br />
Cerchiamo come prima cosa di capire come si arriva al prezzo che vediamo esposto sulla carta dei vini del ristorante. Il ristoratore acquista la bottiglia o direttamente dal produttore o da un distributore ad un prezzo che definiamo di 10,00 € (per comodità di calcolo); questo prezzo si porta sempre in aggiunta l&#8217;IVA, che è attualmente del 21%. L&#8217;IVA però è possibile scaricarla e quindi non è un costo aggiuntivo per il ristoratore ma c&#8217;è chi lo considera tale e quindi per costoro il prezzo della bottiglia è di 12,10 €. Nel caso peggiore, il ristoratore, parte a calcolare il prezzo della bottiglia in carta dal valore più alto. Solitamente il ricarico minimo applicato è del 100% quindi la bottiglia finisce in carta a non meno di 24,42 € che però è un prezzo un po&#8217; brutto&#8230; vogliamo arrotondarlo un po&#8217;? Ma si. Facciamo 25,00  € e non se ne parli più.<br />
Ricapitolando: prezzo di acquisto 10,00 € e prezzo di vendita (minimo) di 25,00 €. Questo significa un ricarico reale del 150% e un costo a bottiglia non certo leggero ma che può anzi appesantire il conto finale non di poco.<br />
Il modello viene applicato su tutte le bottiglie e quindi se iniziamo a ragionare su prezzi di acquisto di 25-30,00 € si arriva in un attimo a prezzi non così sostenibili per tutte le tasche. Non solo, il maggiore esborso non è giustificato da nessun servizio aggiuntivo; se su una bottiglia da 25,00 € pago un 15,00 € di ricarico, su una da 75,00 € ne pago ben 45,00 € senza che il ristoratore mi abbia aggiunto dei servizi (tranne dei bicchieri un po&#8217; più costosi e nemmeno sempre).<br />
<a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/04/polemica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-445" title="polemica" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/04/polemica.jpg" alt="" width="250" height="74" /></a>Secondo voi qualcuno ha mai provato a ragionare diversamente? Chessò i produttori, che dovrebbero essere interessati a  creare delle condizioni di mercato che favoriscano l&#8217;acquisto? No, in compenso ci sono enotecari che hanno ben pensato di &#8220;fare cartello&#8221; chiedendo ai produttori di vendere il vino in cantina allo stesso prezzo delle loro enoteche (il che presuppone che lo stesso vino lo vendano allo stesso prezzo, alla faccia della concorrenza). E i ristoratori o i distributori? Che dicono e che fanno? Al massimo danno del polemico al consumatore che si lamenta o si lasciano andare a espressioni tipo &#8220;Che due balle&#8221; o &#8220;è una storia trita e ritrita&#8221; sperando nel contempo che i ristoranti siano frequentati solo da Russi facoltosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché invece non pensare di applicare un modello diverso? Dove si applica un ricarico &#8220;a scalare&#8221; man mano che le bottiglie costano di più? O un costo di &#8220;stappo&#8221; un tot a persona, una sorta di &#8220;coperto&#8221; ma per i bicchieri e il costo del sommelier (senza ricarichi sulla bottiglia o con ricarichi minimi)? Altre idee e suggerimenti sono bene accetti, quello che per me dovrebbe essere imprescindibile è la volontà di trovare alternative al modello attuale per smetterla di lamentarsi a vuoto e fare qualcosa per rilanciare i consumi interni.</p>
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		<title>Esploratori del vino Vol. 8</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 12:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante fervono i preparativi per il Taste &#38; Match di Torino, il Sommo Sommelier Fernando (divinità assoluta di Winexplorer) ha trovato il tempo di teletrasportarmi una bottiglia e quindi anche questo mese ci armiamo di mestoli e padelle e partiamo alla ricerca di abbinamenti tra cibo e vino. Nel momento stesso in cui la bottiglia si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante fervono i preparativi per il <strong><a href="http://www.winexplorer.it/p2721/test" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.winexplorer.it/p2721/test?referer=');">Taste &amp; Match</a> </strong>di Torino, il Sommo Sommelier Fernando (divinità assoluta di <strong><a href="http://www.winexplorer.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.winexplorer.it/?referer=');">Winexplorer</a></strong>) ha trovato il tempo di teletrasportarmi una bottiglia e quindi anche questo mese ci armiamo di mestoli e padelle e partiamo alla ricerca di abbinamenti tra cibo e vino. Nel momento stesso in cui la bottiglia si stava materializzando sulla mia tavola, il Sommo si è messo in contatto con me telepaticamente (lui può) e mi ha detto: Esimio! (lui mi chiama così) Questo è un vitigno che da uve indomabili e testarde, non sottovalutarlo!<br />
&#8220;Oh mamma mia!&#8221; ho detto io&#8230; in effetto l&#8217;ho solo pensato ma il Sommo di certo mi avrà sentito. Quindi ho subito pensato &#8220;Wow, bellissimo, sono felice&#8221; per evitare le sue ire <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' />  ma in effetti non sapevo che aspettarmi. Pochi attimi dopo la bottiglia ha terminato la rimolecolarizzazione e si trattava niente di meno che di un Grignolino detto<em> &#8220;anarchico individualista, balordo, testadura&#8221;</em> (definizione del grande Gino Veronelli). Per la precisione la bottiglia è di<a href="http://www.winexplorer.it/prodotto/2680" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.winexplorer.it/prodotto/2680?referer=');"> <em>Grignolino d&#8217;Asti</em></a> dei <em><a href="http://marchesiincisawines.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/marchesiincisawines.com/?referer=');">Marchesi Incisa della Rocchetta</a></em> che interpretano questo vitigno in maniera meno <em>rustica</em> di altri vignerones. Nel bicchiere il Grignolino si presenta con un colore rubino scarico, quasi granato, ha note di piccoli frutti rossi freschi (mirtilli e fragoline) che poi lasciano spazio alla caratteristica nota speziata e calda. In bocca ha una freschezza e una tannicità notevole. In passato il Grignolino, fresco, teneva compagnia, durante l&#8217;estate, ai contadini mentre lavoravano nei campi. Per questo motivo ho scelto di abbinarci una ricetta della tradizione contadina Piemontese, il <em>Tonno di coniglio</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/20120329_131928_mod.jpg"><img class="wp-image-439 aligncenter" title="esploratori-del-vino-vol-8" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/20120329_131928_mod-300x225.jpg" alt="" width="410" height="307" /></a><br />
Il <em>Tonno di coniglio</em> è un piatto povero, realizzato con poche materie prime, facilmente conservabile e serviva ad avere qualcosa da portare nei campi, evitando di tornare a casa per pranzare. Molto probabilmente il Grignolino, fresco, era li ad accompagnare questo pranzo frugale.<br />
<em>Ingredienti</em>: un coniglio intero e pulito, carota, sedano, cipolla, alloro, sale, salvia, aglio e olio extravergine di oliva (io ho utilizzato <em><a href="http://www.olioflaminio.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.olioflaminio.it/?referer=');">Olio Flaminio</a></em>). <em>Procedimento</em>: ho riempito una pentola sufficientemente capiente con acqua, aggiungendo la carota, il sedano, la cipolla e l&#8217;alloro e ho portato ad ebollizione. Ho immerso il coniglio intero nell&#8217;acqua, ho messo a fiamma media e l&#8217;ho lasciato li fino a cottura ultimata (il tempo dipende dalla grandezza del coniglio). Ho lasciato raffreddare il coniglio e l&#8217;ho disossato staccando i pezzi di carne con le mani; una volta ultimata la spolpatura, ho messo i pezzi di coniglio in un barattolo di vetro alternandoli con uno spicchio di aglio intero e delle foglie di salvia. A barattolo completo ho ricoperto il tutto con l&#8217;olio extravergine di oliva. Una volta chiuso il barattolo è possibile conservare il coniglio per parecchio tempo. Lo si apprezza di più se lo si lascia riposare nel barattolo almeno due giorni.<br />
Io amo presentarlo in tavola eliminando l&#8217;olio in eccesso (che si può riutilizzare per degli ottimi sughi) adagiandolo su un&#8217;insalatina di erbe di campo e qualche petalo di fiore edibile oppure con un&#8217;insalatina mista di rucola e soncino. Buon appettito!</p>
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		<title>Erba brusca</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 16:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dove Mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[Purgatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ristorante Erba Brusca - Milano (visitato il 14/03/2012) Era da un po&#8217; di tempo che meditavamo di andare a provare l&#8217;Erba Brusca, un po&#8217; per le opinioni lette su Twitter, un po&#8217; per la piacevole impressione che ho avuto della cucina della chef  Alice Delcourt in occasione di una cena organizzata da Carlo Vischi presso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ristorante Erba Brusca</strong> - Milano (visitato il 14/03/2012)</p>
<p style="text-align: justify;">Era da un po&#8217; di tempo che meditavamo di andare a provare l&#8217;Erba Brusca, un po&#8217; per le opinioni lette su Twitter, un po&#8217; per la piacevole impressione che ho avuto della cucina della chef  Alice Delcourt in occasione di una <a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/02/27/architetture-aromatiche-tra-erbe-e-fiori-birra-e-vino/" target="_blank">cena</a> organizzata da Carlo Vischi presso il ristorante dell&#8217;Hub Hotel e in ultimo l&#8217;acquisto da parte di Patrizia di un coupon. Quindi ieri sera armati di cupon e con gli amici al seguito abbiamo provato il ristorante.<br />
<img class="alignleft  wp-image-434" title="erba-brusca" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-14-21-51-58-654-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" />Il locale è molto semplice, molto colorato, essenziale nell&#8217;arredamento. Poco illuminato e con i tavoli un po&#8217; troppo ravviciniati, ha un&#8217;acustica pessima che non facilita la conversazione (nonostante la musica sia davvero un sottofondo e gli avventori non sono certo dediti allo schiamazzo, anzi). Il menù si presenta molto intrigante (ma non aggiornato sul sito) e la carta dei vini è onesta e tutta votata al vino biologico o &#8220;naturale&#8221; (perdonate ma per me le virgolette sono d&#8217;obbligo), pochi i vini offerti a calice.<br />
Dal menù scegliamo come antipasti: <em>carciofi all&#8217;acqua pazza con scorze di limone, mandorle, dressing al cumino e miele</em>  (ottimi); <em>polpo arrosto con insalata di cedro e finocchi e maionese di polipo</em> (un bel connubio tra il grasso e il fumè del poilpo e l&#8217;acido e il fresco dell&#8217;insalata). Subito dopo puntiamo sui primi scegliendo:<em>risotto pannerone e mugolio</em> (buono); <em>pizzoccheri casalinghi con verza, patate e bitto</em> (troppo sapidi per i nostri gusti ma comunque apprezzati). Solo in tre optano per i secondi scegliendo il <em>germano al miele con rape scottate e rapanelli</em> (super) e la <em>tarte tatin salata di tuberi</em> (anche questa un po&#8217; troppo sapida ma comunque positiva). <img class="alignright  wp-image-435" title="erba-brusca" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-14-22-13-59-520-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" />Alla fine per qualcuno c&#8217;è ancora spazio per il dolce e lo riempiamo con una <em>torta all&#8217;olio d&#8217;oliva (evo?), ricotta fresca e canditi di arancio</em> e <em>creme caramel al cioccolato, peperoncino e cannella</em>. La chef Alice conferma la buona impressione avuta. Accompagnamo i cibi con una barbera di Iuli (la Umberta) che non si fa pregare per essere bevuta fino alla fine, sul tavolo ci sono anche un paio di birrette per i due guidatori.<br />
Ultima nota, purtroppo dolente e secondo il mio parere di mero consumatore, sono, al solito, i prezzi un po&#8217; alti dei vini dati (sempre secondo me) da un ricarico un po&#8217; eccessivo. La spesa complessiva è stata di 222,50 euro (quella pagata meno grazie ai coupon) che fa 37 euro circa a testa, un prezzo sufficientemente onesto.</p>
<p><strong>Ristorante Erba Brusca</strong><br />
Alzaia Naviglio Pavese 286 Milano 20142</p>
<p>Tel. 02 87380711<br />
GPS N 45° 25.368&#8242; E 9° 10.037&#8242;<br />
<a href="mailto:info@erbabrusca.it">info@erbabrusca.it</a></p>
<p><strong>orari di apertura:</strong> da mercoledì a domenica aperti pranzo e cena</p>
<p style="text-align: justify;">Note a margine: Ci tengo a specificare (vista la brutta discussione nata su twitter con Danilo Ingannamorte e dovuta a un NON richiesto coinvolgimento (di Danilo) su miei tweets) che esprimere un&#8217;opinione, che è differente da un giudizio, su quello che a fine cena si tira fuori dal portafoglio o su quanto si percepisce caro o meno un prodotto, nello specifico il vino, non è ne vuole essere un giudizio sulle scelte o sul ristoratore.<br />
IMHO il ricaricare tanto un prodotto sul quale non si offre nessun servizio (non c&#8217;è un sommelier in sala, i vini non vengono consigliati, sulla lista vino non ci sono informazioni che possano guidare la scelta nell&#8217;abbinamento coi cibi, non viene consigliato nessun abbinamento quando viene presa la comanda) e l&#8217;unico sforzo (meritevole) che si è fatto è stata la sola scelta delle etichette da inserire, è percepito come molto negativo. Così come trovo sempre una cattiva abitudine avere pochi vini proposti a bicchiere o vedere ricarichi assurdi su acqua e caffè e via elencando.<br />
Ma parlando del solo vino, il lavoro che fa un&#8217;enoteca NON è diverso da quello che fa un ristoratore, non sono diversi i costi, gli investimenti (che ovviamente sono correlati al numero di etichette e di annate), ne spesso è diverso il servizio offerto (hai chi ti racconta di tutto e chi non ti si fila)  quindi fatico davvero a capire perché al ristorante il vino debba costare di più!</p>
<p style="text-align: justify;">Queste ovviamente sono opinioni personalissime che non entrano e non vogliono entrare nel merito degli anni di ammortamento dell&#8217;investimento fatto per mettere in piedi un&#8217;attività visto che, da consumatore, non me ne devo proprio preoccupare perché il mio compito è quello di valutare se pagare un prodotto a un prezzo è per me sostenibile o no.</p>
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		<title>A tutta birra!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 11:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birre]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso fine settimana a Milano si è svolto l&#8217;Italian Beer Festival, manifestazione dedicata a microbirrifici Italiani. La location era presso gli East End Studio che si collocano nella periferia est di Milano. Girando qua e la per gli stands, ragionavo sulle differenze tra questa manifestazione e quelle &#8220;underground&#8221; del vino (tipo Fornovo o Agazzano). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scorso fine settimana a Milano si è svolto l&#8217;Italian Beer Festival, manifestazione dedicata a microbirrifici Italiani. La location era presso gli East End Studio che si collocano nella periferia est di Milano.<br />
<img class="alignleft  wp-image-430" title="italia-beer-festival" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-10-13-48-10-729-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" />Girando qua e la per gli stands, ragionavo sulle differenze tra questa manifestazione e quelle &#8220;underground&#8221; del vino (tipo Fornovo o Agazzano). Frequentatori a parte, per la verità molto diversi, quello che mi ha positivamente colpito del IBF è stata la scelta di riempire tutto lo spazio possibile con tavolacci e panche, stile Festa dell&#8217;Unità (chi è vecchio come me sa cosa intendo), una scelta molto social(e). Le degustazioni si suddividevano quindi in momenti di chiacchiera con i mastri birrai e in momenti di chiacchiera sociale seduti al tavolo con davanti bicchiere di birra e panino farcito (con wurstel, salame, prosciutto crudo etc ma anche piatti di formaggi). C&#8217;era anche chi addirittura si era portato la colazione al sacco da casa.<br />
<a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-10-13-18-49-547.jpg"><img class="alignright  wp-image-431" title="italia-beer-festival" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-10-13-18-49-547-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Degustare qualcosa in un clima così è altra cosa rispetto all&#8217;austerità un po&#8217; pippaiola delle manifestazioni che girano intorno al vino, ti godi di più il prodotto, lo conosci meglio e lo provi in abbinamento con del cibo (certo non è il #tasteandmatchma è pur sempre un passo avanti). Niente di rivoluzionario, sia chiaro, forse fa anche un po&#8217; Oktoberfest ma è sicuramente un modo più vero di approcciarsi ad un prodotto e che ha maggiore appeal verso chi non è un appassionato o un esperto. Quelli del vino ci arriveranno mai a capirlo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esploratori del vino &#8211; vol. 7</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2012/02/29/esploratori-del-vino-vol-7/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 14:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Colgo l&#8217;occasione dell&#8217;assenza dal blog della &#8220;rubrica&#8221; Esploratori del vino per rispiegare di che si tratta. Tutti i post con questo titolo sono ricette scritte per Winexplorer su espressa richiesta di Fernando (dietro al quale si celano due bravi ragazzi). Come funziona? Fernando mi spedisce ogni mese (più o meno) una bottiglia di vino di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Colgo l&#8217;occasione dell&#8217;assenza dal blog della &#8220;rubrica&#8221; <em>Esploratori del vino</em> per rispiegare di che si tratta. Tutti i post con questo titolo sono ricette scritte per <a href="http://www.winexplorer.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.winexplorer.it?referer=');">Winexplorer</a> su espressa richiesta di <a href="http://twitter.com/#!/FernandoWine" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/_/FernandoWine?referer=');">Fernando</a> (dietro al quale si celano due bravi ragazzi). Come funziona? Fernando mi spedisce ogni mese (più o meno) una bottiglia di vino di un produttore che vuole maggiormente pubblicizzarsi e farsi conoscere a mezzo web. Io in cambio scrivo una ricetta in abbinamento al vino che ricevo. Winexplorer non mi paga per la &#8220;prestazione&#8221; (visto che questo non è un blog professionale ne tanto meno una testata giornalistica) e io, sempre aggratis, scrivo la ricetta. Lo faccio perché credo che il vino debba stare sulla tavola e nell&#8217;abbinamento al cibo ne guadagna anche la comunicazione del vino stesso. Sulla debolezza di certe formule di comunicazione del vino (leggi fiere con degustazioni seriali) già ne ho ampiamente scritto qualche post fa!<br />
Da questo post in poi ho anche deciso di dare una tracciabilità agli ingredienti che utilizzo in nome di una <em><a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/02/20/responsabilita-sociale/" target="_blank">responsabilità social(e)</a></em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-413" title="Volume_7_2" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/02/Volume_7_2-300x300.jpg" alt="" width="250" height="250" />Il vino del mese è il <em><a href="http://www.winexplorer.it/prodotto/2605" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.winexplorer.it/prodotto/2605?referer=');">Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2004</a></em> di <em>Palazzo Vecchio,</em> un vino importante di un bel rosso rubino intenso e un&#8217;unghia granata; ha naso è molto intenso con delle note speziate e di frutti rossi; un vino elegante ben bilanciato tra tannini e acidità e persistente. Un vino che va accompagnato degnamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Arrosto arrotolato con verdure e tortino di zucca e timo serpillo</em>.<br />
Ingredienti: carne bovina di razza piemontese acquistata da Eat&#8217;s; verdure di stagione (catalogna, cima di rapa, carota, patata, cavolo romanesco); zucca, timo serpillo, brodo, vino bianco. Le verdure sono in parte bio, acquistate da Natura Si, e altre acquistate al mercato locale. Il vino bianco è un <em>Inral Glimmer</em> di <em>Unterrortl</em> del Sud Tirolo.<br />
La carne me la sono fatta tagliare dal macellaio <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  l&#8217;ho stesa sul piano di lavoro e l&#8217;ho coperta con le verdure precedentemente stufate, ho arrotolato la carne e l&#8217;ho legata stretta avendo cura di inserire dei rametti di timo serpillo, messa in una teglia e cotta al forno bagnandola di tanto in tanto con il vino e il brodo.  Per il tortino di zucca ho fatto cuocere la zucca, tagliata a fette, in forno su una teglia senza aggiungere nulla. Una volta cotta ho eliminato la buccia e messa in una ciotola , lavorata con un cucchiaio aggiungendo sale, noce moscata e foglie di timo serpillo. Poi le ho dato la forma con un coppapasta e messa in forno quindici minuti prima di servirla. Il piatto lo si può comporre con delle fette d&#8217;arrosto semplicemente arricchite con dell&#8217;olio EVO (io ho usato <a href="http://www.olioflaminio.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.olioflaminio.it/?referer=');">Olio Flaminio</a> DOP Umbria fruttato) , il tortino di zucca e dei rametti di timo serpillo. Buona cena!</p>
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