<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>diCotteediCrude</title>
	<atom:link href="http://www.dicotteedicrude.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.dicotteedicrude.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 10:15:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Consumatori? No, grazie!</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/05/21/consumatori-no-grazie/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/05/21/consumatori-no-grazie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bio]]></category>
		<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=580</guid>
		<description><![CDATA[Tutte le volte che ci ragiono su, arrivo alla conclusione che nessuno voglia uscire dalle logiche del consumo. Non lo vuole la filiera del biologico e, in parte, nemmeno quella del biodinamico. Girando per negozi bio (e lo faccio spessissimo) e guardando le etichette dei prodotti sugli scaffali, vedo sempre più assotigliarsi la differenza da [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutte le volte che ci ragiono su, arrivo alla conclusione che nessuno voglia uscire dalle logiche del consumo. Non lo vuole la filiera del biologico e, in parte, nemmeno quella del biodinamico.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-581" alt="mercato" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/05/mercato-300x272.jpg" width="300" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;">Girando per negozi bio (e lo faccio spessissimo) e guardando le etichette dei prodotti sugli scaffali, vedo sempre più assotigliarsi la differenza da prodotto della GDO e prodotto biologico; stessi ingredienti nella maggior parte dei casi e unica differenza la coltivazione bio degli stessi. Faccio fatica a trovare alimenti pronti (tipo biscotti, fette biscottate etc etc) che non contengano il famigerato olio di palma che fa male all&#8217;ambiente (abbattimento delle foreste primarie) e alla salute (grassi saturi a go go) ed il paradosso è che non faccio riferimento ai prodotti della fabbricchetta bianca, pardon, mulino bianco (quelli che usano il frantoio per macinare il grano) ma ai prodotti di aziende biologiche, non quelli che si trovano in GDO ma quelli che trovo sugli scaffali di NaturaSì (per citarne uno che frequento).Per non parlare di conservanti, contenuti folli di zuccheri (più o meno mascherati), prodotti a km 1000 (tipo il Kamut) con l&#8217;unico risultato di omologare i prodotti verso il basso e renderli troppo simili a quelli della GDO. Per non parlare di frutta e verdura fuori stagione e della poca attenzione agli stessi banchi del fresco. Andando in un negozio biologico mi aspetto di trovare frutta e verdura di buona qualità, con ben rappresentata la biodiversità, e invece&#8230; dei banchi a volte tristi e spesso banali con le solite verdure e delle varietà che trovi ovunque. Spesso i prodotti freschi fai fatica a trovarli anche nelle fiere del bio (tipo Fa la cosa giusta dove c&#8217;erano solo DUE stand di prodotti freschi) o nei mercati della terra (dove le bancarelle vendono per lo più prodotti finiti).</p>
<p style="text-align: justify;">Il paradosso è che lo scopo di certe scelte è chiaramente e solamente il guadagno e l&#8217;aumento dei consumi attraverso l&#8217;abbassamento del prezzo (e della qualità). Si resta quindi ancorati alle logiche del consumismo pensando che la dicitura &#8220;biologico&#8221; sia salvifica. Invece così non è, o meglio, così non dovrebbe essere. La scelta bio (logica e/o dinamica) deve andare di pari passo con il superamento della logica del consumo e cambiare paradigma con la logica dell&#8217;utilizzo. Il consumo prevede che io usi (spesso abusi) qualcosa per gettarlo e sostituirlo, il prima possibile, con qualcos&#8217;altro perché è solo così che l&#8217;economia gira. Il concetto di &#8220;consumo consapevole&#8221; a cui si ispirano molti promotori del bio, secondo me, rientra comunque in una logica di consumo con la differenza che sono cosciente dello scempio che sto compiendo (magari ritardandolo giusto un po&#8217;).<br />
Bisogna parlare invece di utilizzo, trasformarsi da consumatori in utilizzatori, il che significa non abusare ma rispettare ciò che si utilizza perché devo poterlo ri-utilizzare e quindi lo devo manutenere, che si tratti di terra, cibo, automobili, vestiti etc etc. Certo, questo cambio di paradigma poco si sposa con l&#8217;attuale modello economico ma è proprio questa la sua forza: superare il consumismo per traghettarci verso un&#8217;economia umana e utile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/05/21/consumatori-no-grazie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Territori della Croatina</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/05/20/i-territori-della-croatina/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/05/20/i-territori-della-croatina/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=576</guid>
		<description><![CDATA[Parlare di un evento che si è svolto parecchio tempo fa, il 20 Aprile per l&#8217;esattezza, non è semplicissimo; la memoria fugge ma alla fine quel che resta sono le cose importanti. L&#8217;incontro, tenutosi a Cisterna d&#8217;Asti, è stato voluto da Mirella Vilardi e Crisitna Fracchia. L’incontro è stato condotto da Alessandro Olivetti, presidente della Bottega [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parlare di un evento che si è svolto parecchio tempo fa, il 20 Aprile per l&#8217;esattezza, non è semplicissimo; la memoria fugge ma alla fine quel che resta sono le cose importanti. L&#8217;incontro, tenutosi a Cisterna d&#8217;Asti, è stato voluto da <a href="https://twitter.com/vilardi_m" target="_blank">Mirella Vilardi</a> e <a href="https://twitter.com/cetelina" target="_blank">Crisitna Fracchia</a>. L’incontro è stato condotto da Alessandro Olivetti, presidente della Bottega del vino di Cisterna, Sergio Miravalle giornalista de “La Stampa” e da Vincenzo Gerbi, professore di Enologia all’Università di Torino, &#8220;Guest Star&#8221; Walter Massa.<br />
<a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/05/8684339846_960dc91f19_c.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-577" alt="Croatina e torroir" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/05/8684339846_960dc91f19_c-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Al di la delle chiacchiere sulla Croatina e sul Cisterna d&#8217;Asti, sono emersi moti spunti interessanti grazie anche alla &#8220;vena polemica&#8221; di Massa. Gerbi, parlando del grado alcolico dei vini, proponeva di mettere in etichetta non il grado alcolico ma una fascia (tipo: grado alcolico da 10 a 15 gradi) andando paradossalmente contro la tendenza dei consumatori (in particolare di quelli più attenti) di avere maggiori e più precise informazioni in etichetta. Non poteva mancare la critica alle DOC/DOCG, quelle stesse che vengono sempre richieste e create dai produttori; ovviamente tutti i presenti ne prendevano le distanze dicendo che sono utili solo ai grandi produttori, anche se poco prima si ricordava di come la DOC Cisterna d&#8217;Asti era stata fortemente voluta (dai produttori che criticano le DOC, ovviamente). Altrettanto ovviamente i produttori (quelli piccoli) ben si guardano dal dire che affacciarsi sul mercato con una nome noto (la DOC/DOCG) invece che con un nome ignoti ai più (quello del produttore) ha il suo bel vantaggio.<br />
Ineluttabile il parlare della cura del terreno, del far nulla in cantina etc etc in opposizione ai vini chimici dell&#8217;industria. Meno male che Massa ha detto chiaramente che NON si può parlare di vino naturale ma si deve parlare di vino artigianale (e in culo a tutti i vinnaturisti <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />   ).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra una chiacchiera e l&#8217;altra non è mancato il tempo per assaggiare 10 etichette di Cisterna d&#8217;Asti, 4 del OLtrepo&#8217; Pavese e due dei Colli Tortonesi. I vni in degustazione erano:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cisterna d&#8217;Asti:</em> Terre di Chiesa di Bossotti Vincenzo, Cisterna d’Asti di Torchio Piero, Dragone di Vaudano Gaggìe, Cisterna d’Asti di Socré (tutti del 2011); Cisterna d’Asti di Cà di Tulin, di Fassino Giuseppe e dell’azienda vitivinicola Mo e I Musicant di Mo Patrizia (annata 2010); Cisterna d’Asti Superiore Tenuta La Pergola e Santa Lucrezia della Tenuta Fratelli Povero (entrambi del 2010).<br />
<em>Oltrepo&#8217; Pavese:</em> Bonarda 2012 della tenuta Mazzolino, Calcababbio 2011 di Monsupello, Donna 2009 di Borgolano e Croatina Igt Provincia di Pavia 2007 di Frecciarossa.<br />
<em>Colli Tortonesi:</em> Montemirano 2009 di Claudio Mariotto e Pertichetta 2000 dei Vigneti Massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti vini convincenti, qualcuno meno buono (a mio gusto <em>Ça va sans dire</em>), poco convincente quello presentato da Mariotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <a href="http://www.flickr.com/photos/robji/sets/72157633358560836/" target="_blank">Flickr</a> alcuni scatti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/05/20/i-territori-della-croatina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>#barbera3</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/02/21/barbera3/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/02/21/barbera3/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 10:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=562</guid>
		<description><![CDATA[Vittorio, Luigi e Niccolò hanno speso se stessi per organizzare questa piccola degustazione di Barbera e si percepiva chiaramente. Molta passione, molto interesse, scelte nette e la voglia di raccontare il tutto ad un gruppo di amici seduti attorno ad un tavolo (quello del Contesto Alimentare a Torino, ristorante splendidamente gestito da Francesca). Queste le basi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://twitter.com/tirebouchon" target="_blank">Vittorio</a>, <a href="http://twitter.com/LuigiFracchia" target="_blank">Luigi</a> e <a href="http://twitter.com/ndesenzani" target="_blank">Niccolò</a> hanno speso se stessi per organizzare questa piccola degustazione di Barbera e si percepiva chiaramente. Molta passione, molto interesse, scelte nette e la voglia di raccontare il tutto ad un gruppo di amici seduti attorno ad un tavolo (quello del Contesto Alimentare a Torino, ristorante splendidamente gestito da Francesca). Queste le basi di #barbera3.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/02/barbera3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-563" alt="barbera3" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/02/barbera3-300x184.jpg" width="300" height="184" /></a>Una degustazione itinerante che ci ha portato anche in zone meno note per questo vitigno (di solito associato o all&#8217;Astigiano o all&#8217;Oltrepo Pavese. Le Barbera scelte erano delle aziende: Ezio Trinchero, Agliano AT; San Fereolo, Dogliani CN; Cascina degli Ulivi, Novi Ligure AL; Bera Vittorio e figli, Canelli AT; Giuseppe Ratti, Variglie AT; Tenuta Migliavacca, San Giorgio Monferrato AL; Togni Rebaioli, Darfo Boario BS; Carussin, San Marzano Oliviero AT.<br />
Una degustazione scoperta e accompagnata dal cibo (finalmente) dove a ogni bicchiere riempito corrispondeva un racconto di Luigi, Vittorio e Niccolò in un dis-continiuum temporale. Le barbera, molte delle quali biodinamiche, erano sicuramente peculiari, molte delle quali molto più simili ai loro produttori che non al territorio.<br />
Dal punto strettamente gustativo molte non mi sono piaciute, scomposte, puzzose prima e senza troppi sentori dopo, ultramacerate sulle bucce, più godibili al palato ma senza entusiasmarmi. Belle quelle di San Fereolo e di Togni Rebaioli, quest&#8217;ultima in particolare era fresca, profumata, gioviale anche se ancora da farsi (imbottigliata il giorno prima). Quella di San Fereolo era elegante prima ma poi si faceva coprire dai profumi delle barrique. Acetica quella di Migliavacca; non male quella di Trinchero anche se con i profumi che svanivano col tempo; disadattata quella di Cascina degli Ulivi forse perché provata dalle varie rifermentazioni che ha incontrato lungo il suo cammino e che l&#8217;anno resa assolutamente scontrosa al naso; magra quella di Bera; ingiudicabile quella di Ratti che però era un mix tra barbera e grignolino; la barbera passita di Carussin era troppo ossidata, tanto da sembrare un vino già arrivato a fine corsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa esperienza mi rassicura perché mi racconta che la passione fa fare buone cose (grazie Niccolò, Vittorio e Luigi), che la biodinamica è un buon approccio alla terra ma che le credenze da medioevo sarebbe meglio lasciarle al loro tempo, numerologia inclusa. Ma di questo ne parlerò in altra sede <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Il trio di #barbera3 lo trovate anche su <a href="http://gliamicidelbar.blogspot.it/" target="_blank">Gli Amici del Bar</a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/02/21/barbera3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>40</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una scelta diversa e consapevole</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/30/una-scelta-diversa-e-consapevole/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/30/una-scelta-diversa-e-consapevole/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 16:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bio]]></category>
		<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=557</guid>
		<description><![CDATA[Vegetariani, vegani, onnivori&#8230; Filosofie di alimentazione che fanno tutte discutere per un motivo o per l’altro. La stampa e i media ci riportano alternativamente opinioni, ma anche studi e teorie, a favore e contro di una o dell’altra tipologia di nutrimento. Tutte valide e tutte contestabili allo stesso tempo. Di fatto per vivere dobbiamo mangiare. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/01/barbabietole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-558" alt="barbabietole" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/01/barbabietole-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Vegetariani, vegani, onnivori&#8230;<br />
Filosofie di alimentazione che fanno tutte discutere per un motivo o per l’altro. La stampa e i media ci riportano alternativamente opinioni, ma anche studi e teorie, a favore e contro di una o dell’altra tipologia di nutrimento. Tutte valide e tutte contestabili allo stesso tempo.<br />
Di fatto per vivere dobbiamo mangiare. Per alcuni di noi, l’alimentazione diviene anche un piacere irrinunciabile. Io, lo ammetto, sono tra questi ultimi.<br />
Ciò su cui riflettevo ultimamente riguarda la scelta cosiddetta “etica” di optare per il vegetarianesimo, cioè il non mangiare carne per amore degli animali. Opinione apprezzabilissima direi, ma ci sono alcune considerazioni da porre. Ho visto vegetariani non mangiare carne ma pesce e formaggio si. Allora, il pesce non è che venga trattato benissimo quando viene pescato o “irretito” per finire sulle nostre tavole ed il formaggio, a meno che non si facciano specifiche scelte di prodotti a caglio vegetale, per essere prodotto ha bisogno del caglio del vitello (agnello o capretto) da latte, che quindi viene ucciso per questo. Non ultimo, per ottenere qualsivoglia tipo di formaggio di solito si stacca il cucciolo dalla mamma, lo si nutre a latte in polvere e il suo nutrimento naturale finisce sulle nostre tavole. Se dobbiamo valutare tutte le sfumature, quindi, finisce che forse hanno più senso di essere vegani. Personalmente propendo per una scelta “tendenzialmente” vegetariana, ma senza bandiere di parte. Non mi privo totalmente della carne ma ne faccio uso sporadico. Mangio formaggio ma con attenzione anche perché è molto grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia “scelta etica”, o meglio la mia opinione, è che se mamma natura ci ha fornito tutti questi strumenti di nutrizione ben vengano, però nel limite del rispetto dell’ambiente, degli animali, delle produzioni. Ciò che non tollero è il tenore di vita degli animali negli allevamenti intensivi, che secondo me uccide peggio della macellazione in se stessa. Il consumo eccessivo sulle nostre tavole di carne ha portato, per la solita logica del profitto, ad un eccesso di produzione (muoiono migliaia di bestie per l’incuria, per il maltrattamento la cui carne, tar l’altro, spesso viene comunque messa in commercio) e di allevamenti con caratteristiche tutt’altro che naturali. Niente pascolo, spazi di vita inesistenti, antibiotici in sovrabbondanza, illuminazioni artificiali continue e deleterie, repressione di qualsiasi condizione di vita agreste. Queste bestie, il poco che vivono, lo vivono pure male. E noi mangiamo carne “malata”.<br />
Non ho soluzioni da dare e non mi sento la salvatrice dell’umanità, ma nel mio piccolo, assieme a Roberto con cui condivido questa concezione, cerchiamo di fare alcune scelte: uova biologiche che (si spera) provengono da allevamenti a terra veri (e non a terra nel senso di milioni di galline stipate in capannoni con luci sempre accese per farle produrre di più), carne proveniente da allevamenti biologici che garantiscano una buona qualità di vita agli animali, quando possiamo acquistiamo pollame e carni volatili da cascine che conosciamo e abbiamo visionato, consumiamo e compriamo formaggio cercando di non avere l’occhio più grande dello stomaco ( e vi garantisco che il formaggio ci piace assai), scelte bio, etiche e sostenibili ovunque sia possibile.<br />
Non dico che sia facile farlo per 365 giorni all’anno. A volte ho bisogno di un po’ di trita e vado dal macellaio sotto casa. Ma è la quantità e la frequenza dell’approvvigionamento di queste materie che può fare la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Basterebbe la carne degli animali che hanno vissuto gaiamente nei pascoli per sfamarci tutti se non pretendessimo di averne tutti i giorni sulla tavola e mangiando solo le parti pregiate. Non è necessario mangiare così spesso alimenti animali, ci sono ottimi sostituti tra cereali e legumi che fanno anche meglio il loro lavoro e regalano al fisico sostanze importanti. Non serve mangiare tutti i giorni un primo e un secondo con dolce e frutta e nessuna ci impone che la pasta sia il primo e la carne il secondo.<br />
Dobbiamo cambiare gli stereotipi alimentari che ci hanno inculcato per poter renderci conto che esiste un sistema di nutrizione ecosostenibile che, tra l’altro, oltre a farci risparmiare, fa mangiare meglio noi e crea sussistenza per un maggior numero di persone con meno accanimento di produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/30/una-scelta-diversa-e-consapevole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli OGM entrano in politica</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/26/gli-ogm-entrano-in-politica/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/26/gli-ogm-entrano-in-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 18:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=554</guid>
		<description><![CDATA[Speravo non sarebbe mai successo ma è evidente che le lobbies operano ormai a tutti i livelli. Gli OGM cercano di arrivare sulla nostra tavola passando per la politica.Sono venuto a conoscenza di questa &#8220;entrata&#8221; tramite un tweet che propagandava le proposte politiche di &#8220;Fare per fermare il declino&#8221; la creatura (in questo caso direi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/01/frankestein.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-555" alt="frankestein" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/01/frankestein-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Speravo non sarebbe mai successo ma è evidente che le lobbies operano ormai a tutti i livelli. Gli OGM cercano di arrivare sulla nostra tavola passando per la politica.Sono venuto a conoscenza di questa &#8220;entrata&#8221; tramite un tweet che propagandava le proposte politiche di &#8220;Fare per fermare il declino&#8221; la creatura (in questo caso direi di Shelleyana memoria) di Oscar Giannino. Creatura per altro creata assieme a Michele Boldrin che nel Gennaio 2009 fu uno dei firmatari dell&#8217;appello, promosso dal Cato Institute, e rivolto al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per esprimere la propria contrarietà alle politiche neo-keynesiane promosse dalla nuova amministrazione (in pratica niente welfare e poche tasse ai ricchi).<br />
Il Cato Institute ha lo scopo di &#8220;Promoting an American public policy based on individual liberty, limited government, free markets and peaceful international relations&#8221; come si legge sul loro sito è lo stesso che nel marzo 2008 compra un&#8217;intera pagina del New York Times per pubblicare la lettera con la quale si accusa il presidente americano Barack Obama di avere lanciato un allarme sui cambiamenti climatici &#8220;grossolanamente esagerato&#8221; (con tutto quel che sta succedendo direi che non erano ne così grossolane ne così esagerate).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo al sodo. Nel programma di Oscar &#8220;<em>Frankenstein&#8221;</em> Giannino nella parte &#8220;approfondimenti agricoltura si legge:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La superficie media dell’impresa agricola italiana è di 7,9 ettari a fronte dei 53 di quella francese, i 56 di quella tedesca, i 65 di quella danese, i 79 di quella del Regno Unito e i 152 di quella Ceca. E’ la fotografia di un sistema produttivo che sconta inefficienze decennali, frutto prima di tutto di una eccessiva frammentazione fondiaria.&#8221;<br />
In parole povere significa che se si deve affrontare le politiche agricole in ottica di rifornire le multinazionali e i vari broker dei prodotti agricoli, i piccoli produttori sono il male assoluto perché frammentano la terra e sono poco competitivi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E’ necessario rimuovere tutti gli ostacoli, prevalentemente di natura burocratica, che ostacolano l’accorpamento fondiario, e riformulare il sistema di erogazione degli aiuti diretti della PAC secondo criteri che incentivino la piccola impresa a cercare forme innovative di aggregazione dell’offerta fin dalle fasi di produzione. Va ripristinata la norma, abrogata dal Governo Monti, che consentiva anche alle società di capitali di poter optare per la tassazione su base catastale&#8221;<br />
Qui ci leggo un altro inno al capitale che, si sa, è quello che fa il bene dell&#8217;agricoltura. Agricoltura che da sempre è, giustamente, stata inventata al solo scopo di generare profitto, profitto e profitto. Quindi ben vengano gli industriali e i Capitali finanziari che di sicuro renderanno profittevole la produzione agricola e per ringraziarli gli si farà pure pagare meno tasse. Un bel trampolino di lancio per il &#8220;land grabbing&#8221; in stile Italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma qui c&#8217;è la ciliegina sulla torta: &#8220;Non si può continuare a negare, alle imprese agricole italiane, il diritto di avvalersi delle tecnologie che migliorano le rese unitarie o garantiscono rese analoghe con minori imputs [iNput visto che essendo Inglese non segue le regole grammaticali Italiane n.d.r.] produttivi. Il bando all’uso delle varietà geneticamente modificate iscritte al catalogo comune europeo, per le quali nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato pericoli per la salute umana e per l’ambiente, deve essere rimosso. Allo stesso tempo va rimosso l’anacronistico bando alla ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie, che potrebbe rappresentare un fondamentale strumento per il recupero e la difesa di importanti varietà tradizionali italiane.&#8221;<br />
Per far si che l&#8217;agricoltura Italiana faccia più felici gli speculatori internazionali contribuendo (mica ci si può tirar fuori) a far scatenare guerre per l&#8217;aumento del prezzo dei cibi elementari quali riso, grano, patate, mais etc. Non solo OGM e colture tradizionali Italiane possono convivere fianco a fianco e si sa che il miglior amico del <em>pignoletto rosso </em>è il mais OGM resistente a qualsiasi antiparassitario. Me li vedo i contadini che collaborano con il Mulino Sobrino al recupero del <em>grano rosso gentile</em> gioire nel vedere i loro vicini massacrare il terreno con prodotti di sintesi e piantare grani moderni che ammazzeranno la biodiversità dei loro prodotti.<br />
E che giustificazione trova Oscar &#8220;<em>Frankenstein&#8221;</em> Giannino? Che non ci sono studi in merito ai possibili danni causati dagli OGM. La stessa scusa usata per Diossina, Eternit, DDT e una lunga lista di medicinali (es. Aulin), anti parassitari etc etc. Non solo, nemmeno sa che, per esempio, il caffè è a rischio estinzione grazie proprio alla selezione di pochi varietali. Selezione fatta dalle multinazionali (ad esempio <a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/07/02/nuove-tendenze-il-greenwashing/" target="_blank">Nestlè/Nespresso</a>) per i loro comodi (perché molto produttivi) e che non hanno resistenza ai cambiamenti climatici e all&#8217;aumento delle temperature del globo.</p>
<p style="text-align: justify;">Io mi domando com&#8217;è possibile che ad oggi persone che si propongono sul panorama politico Italiano siano così miopi da non capire che Territorio e Agricoltura Italiana sono un prezioso patrimonio proprio perché estremamente differenziati ed unici, ricchi di biodiversità e di panorami diversi a pochi chilometri di distanza? E voi, che ne pensate?</p>
<p style="text-align: justify;">Credits foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/adamcclark/8179050112/" target="_blank">Boris Karloff as Frankenstein&#8217;s monster. Mosaic on the side of Affleck&#8217;s Palace in Manchester&#8217;s Northern Quarter</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/26/gli-ogm-entrano-in-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Terroir, terroir, fortissimamente terroir</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/14/terroir-terroir-fortissimamente-terroir/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/14/terroir-terroir-fortissimamente-terroir/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 11:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=549</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Ormai è un dato di fatto, una realtà inconfutabile: il vino è tale solo se è impregnato di terroir. I vignaioli sono tali solo se non usano prodotti di sintesi in vigna, fanno poco o nulla in cantina e le fermentazioni avvengono solo grazie ai lieviti indigeni&#8221;. Questa potrebbe essere la sintesi di un discorso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-550" alt="talebani" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/01/talebani_fondo-magazine-anteprima-400x255-318093-300x191.jpg" width="300" height="191" />&#8220;Ormai è un dato di fatto, una realtà inconfutabile: il vino è tale solo se è impregnato di terroir. I vignaioli sono tali solo se non usano prodotti di sintesi in vigna, fanno poco o nulla in cantina e le fermentazioni<br />
avvengono solo grazie ai lieviti indigeni&#8221;.<br />
Questa potrebbe essere la sintesi di un discorso di un enotalebano che seduto ad un tavolo di legno (nota 1), il bicchiere pieno di vino naturale e vero (nota 2), qualche pezzo di formaggio (chessò, un bel parmigiano reggiano DOP per esempio [nota3]). In frigo ci sono certamente delle birre artigianali (nota4), qualche verdura (spero non presa alla GDO). Beve il suo bicchiere al chiarore della luce (nota 5), fa qualche scatto alla bottiglia con lo smartphone (nota 6) per pubblicarlo sui social dove ovviamente scriverà che quello è vino vero, naturale, di terroir, perché fatto con lieviti indigeni (nota 7).</p>
<p style="text-align: justify;">Prosit!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>nota 1:</strong> col legno che arriva da chissà dove e tenito assieme con colle sintetiche<br />
<strong>nota 2:</strong> di vetro e fabbricata chissà dove e chissà con che materie prime; con etichetta in carta NON reciclata attaccata con colla sintetica. Il tappo di sughero puro è ottenuto maltrattando degli alberi e sfruttandoli a solo beneficio dell&#8217;uomo<br />
<strong>nota 3:</strong> fatto col latte di mucche che facilmente non pascolano li dove c&#8217;è il caesificio; latte ovviamente pastorizzato al quale sono stati aggiunti fermenti lattici prodotti in fabbrica e selezionati per dare specifici aromi; il caglio utilizzato è stato fatto utilizzando abomasi di vitello Neozelandese (nel 40% dei casi) o Francese o Tedesco o Italiano ma chissà di quale regione (e solo nel 10% dei casi)<br />
<strong>nota 4:</strong> i luppoli utilizzati arrivano tutti dall&#8217;estero, i lieviti sono selezionati, i malti arrivano anche loro dall&#8217;estero<br />
<strong>nota 5:</strong> prodotta non sostanze altamente inquinanti e devastando il pianeta<br />
<strong>nota 6:</strong> spesso costruito in paesi che non rispettano i diritti dei lavoratori, magari un Apple la cui fabbrica in Oriente è nota per il numero elevato di suicidi tra i dipendenti e con materiali che sono ottenuti sfruttando il lavoro minorile per l&#8217;estrazione del Coltan<br />
<strong>nota 7:</strong> il lieviti sono trasportai da vespe e calabroni e quindi quelli che si trovano su un grappolo d&#8217;uva rossa potrebbe arrivare da chilometri di distanza ed essersi formati su un grappolo di uva bianca</p>
<p style="text-align: justify;">[la foto è tratta da <a href="http://tweetblog.blogosfere.it/2011/05/twitter-anche-i-talebani-sul-social-network.html" target="_blank">Blogosfere</a>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/14/terroir-terroir-fortissimamente-terroir/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cose che si sono avverate nel 2013</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/04/cose-che-si-sono-avverate-nel-2013/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/04/cose-che-si-sono-avverate-nel-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 11:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=546</guid>
		<description><![CDATA[Sono mesi che non riesco ad occuparmi del blog pur avendo storie da scrivere, nemmeno ne avrò i nei prossimi mesi e quindi ho deciso di portarmi avanti. Ovviamente non predico il futuro ne sono paragnosta (qualcuno potrebbe azzardare un: ma paraculo si!) ma sono sufficientemente certo che a fine di questo anno non ne avrò [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono mesi che non riesco ad occuparmi del blog pur avendo storie da scrivere, nemmeno ne avrò i nei prossimi mesi e quindi ho deciso di portarmi avanti. Ovviamente non predico il futuro ne sono paragnosta (qualcuno potrebbe azzardare un: ma paraculo si!) ma sono sufficientemente certo che a fine di questo anno non ne avrò sbagliata una.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-547" alt="lettura-futuro" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2013/01/sfera1-300x232.jpg" width="300" height="232" />Cibo: la marcia delle grandi multinazionali del cibo per appropriarsi dei &#8220;media sociali&#8221; ha avuto successo. Orde di foodblogger hanno riempito tutti gli eventi che hanno organizzato e hanno risposto entusiasti a tutte le loro iniziative di greenwashing, plaudendo i nuovi salvatori del mondo agricolo. Miliardi di caratteri hanno riempito milioni di pagine dei loro blog decantando prodotti talmente standard che potrebbero esser fatti ovunque, utilizzando materie prime coltivate in ogni dove e con nomi che sono delle banali sigle in calce ad un brevetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo le multinazionali hanno continuato ad ammazzare la biodiversità del pianeta a favore dei biotipi più produttivi ed utili al loro modo di produrre. Gli OGM hanno continuato ad aumentare finendo comunque sulle nostre tavole tramite la &#8220;catena alimentare&#8221; (la maggior parte dei mangimi animali contengono OGM).<br />
Tutte queste belle attività di greenwashing sono costate qualche scodella di riso (vedi l&#8217;esempio <a href="http://www.dicotteedicrude.com/2012/07/02/nuove-tendenze-il-greenwashing/" target="_blank">nespresso</a>), ma poco importa perché i foodblogger ne hanno scritto tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pagine dei blog sono sempre di più e sempre piene di ricette ma senza la minima attenzione ai prodotti utilizzati, tanto una farina vale l&#8217;altra, lo zucchero è tutto dolce e l&#8217;olio tutto unto, quel che importa è che la foto riesca bene e sia di effetto, i commenti siano copiosi e le amichette/i entusiaste/i della spettacolare ricetta così particolare come la torta di mele o riso e piselli&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">I prodotti DOP sono ormai tali solo sulla carta visto che le materie prime impiegate spesso arrivano da altre zone assai lontane da quelle di appartenenza della DOP stessa. Le produzioni sono talmente aumentate che potremmo eliminare la fame del mondo; ovviamente continuano ad essere venduti come prodotti di eccellenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Vino: sempre più gente ha la verità in tasca e quindi la radicalizzazione delle posizioni è ormai agli estremi. In particolare la divisione tra chi fa vino &#8220;ritornando alle origini&#8221; è esasperata, talmente tanto che ci sono associazioni con un solo produttore che per indicare quanto il suo vino sia vero lo hanno chiamato &#8220;vino vino vino vino vino, naturalmente naturale, ancestralmente vero, artigianalmente passionale&#8221; con un conseguente consumo spropositato di carta per le etichette; chiaramente la carta è riciclata quattordici volte e proveniente da carta biodinamica naturale autoprodotta da comunità indigene.<br />
Qualcuno addirittura ha deciso di dare 10 euro a ogni vite piantata e che facciano un po&#8217; quel cazzo che le pare, in questo modo può garantire che, oltre a non far nulla in cantina, ha passato pure il resto dell&#8217;anno in vacanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i &#8220;vin naturisti&#8221; i vini bianchi veri e di terroir sono solo quelli con lunghe macerazioni e i pochi che sono rimasti a farli alla vecchia maniera sono degli sfigati venduti al potere delle multinazionali e che han regalato l&#8217;anima al mercato (oddio solo al pensiero della parola &#8220;vendere&#8221; mi si rizzano i peli). Fare vini che possano piacere è ormai peccato capitale, il consumatore se vuole si adegua se no vuol dire che non ne capisce un cazzo, atteggiamento suggellato dalle nuove elite di critici.</p>
<p style="text-align: justify;">Territorio: Il cemento ha continuato ad avanzare e il problema dell&#8217;omicidio del territorio, del terreno agricolo e dell&#8217;agricoltura stessa è grave ma, come sempre, nemmeno preso in considerazione. Le priorità sono state solo le agende digitali, le startup, il 4g, l&#8217;iPhone6, la nuova grafica per il blog, la visibilità sui social network, la reputazione online, tanto in Africa le multinazionali stanno attrezzandosi (rubando territori agli abitanti e agli agricoltori del luogo) per sfamarci con i loro prodotti standard.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo voi di quanto mi sbaglierò?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2013/01/04/cose-che-si-sono-avverate-nel-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mulino (bianco) delle favole (che ci racconta)</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2012/10/15/il-mulino-bianco-delle-favole-che-ci-racconta/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2012/10/15/il-mulino-bianco-delle-favole-che-ci-racconta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 12:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chef-admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=527</guid>
		<description><![CDATA[Se prima la pubblicità del Mulino Bianco puntava sulla suggestione dei sentimenti e delle emozioni, ultimamente sta cercando di cavalcare l&#8217;onda del sano e del buono. In effetti a vedere le ultime pubblicità di casa Barilla mi sarei aspettato un po&#8217; più di &#8220;cagnara&#8221; almeno da parte delle Associazioni dei Consumatori ed invece (credo) che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/10/campagna-mulino-bianco-3-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-530" title="campagna-mulino-bianco--3-" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/10/campagna-mulino-bianco-3--300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Se prima la pubblicità del Mulino Bianco puntava sulla suggestione dei sentimenti e delle emozioni, ultimamente sta cercando di cavalcare l&#8217;onda del sano e del buono. In effetti a vedere le ultime pubblicità di casa Barilla mi sarei aspettato un po&#8217; più di &#8220;cagnara&#8221; almeno da parte delle Associazioni dei Consumatori ed invece (credo) che l&#8217;unico articolo sia apparso sul Fatto Quotidiano (se non erro) per segnalare che la macina che appare nella pubblicità è quella utilizzata per le olive e non per i cereali&#8230; in effetti non so come render grazie per la preziosissima precisazione.<br />
Sul fatto che nelle pubblicità si usino spesso argomenti che rimandino al concetto di &#8220;sano&#8221; evidentemente non frega niente a nessuno. Ma andiamo a prendere giusto un paio di casi.<br />
Spot dei Flauti: Il <a href="http://youtu.be/9-bjJFQUluM" target="_blank">video</a> vede un ragazzino tentare di fare il marpione con una ragazzina che candidamente nella battuta finale dice: <em>non lo magio perché è buono, lo mangio perché è sano</em> (??) Sano? Sono andato a leggermi il significato di <em>sano</em>: <strong>2</strong> Giovevole o non dannoso alla salute (tratto dal dizionario del Corriere). Quindi <em>sano</em> è un prodotto (nel caso specifico) che dovrebbe giovare alla salute o per lo meno che non sia dannoso alla stessa. <a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/10/Mulino_bianco1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-529" title="Mulino_bianco1" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/10/Mulino_bianco1-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a>Bene, andiamo a leggere gli ingredienti dei Flauti (vedi foto). Cosa ci troviamo? Troviamo per esempio: aromi (quindi di sintesi), margarina (grasso vegetale idrogenato) e grassi vegetali non idrogenati. Ma a cosa corrispondono i grassi vegetali? Tipicamente (e quando va bene) a olio di palma e olio di cocco che sono gli oli maggiormente utilizzati nell&#8217;industria alimentare per via dei costi e della stabilità (non irrancidiscono) ma come potete leggere <a href="http://www.benessere360.com/Grassi_vegetali.html" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.lifegate.it/it/eco/people/alimentazione/fare_la_spesa/grassi_vegetali.html" target="_blank">qui</a> non sono per nulla sani anzi danno qualche problema: <em>L&#8217;olio di palma si ricava dalla palma da olio ed è formato per la maggior parte da acidi grassi saturi a catena lunga. Questo lo rende particolarmente nocivo per la salute di chi lo ingerisce poiché; il contenuto alto di acidi grassi saturi ha effetti negativi sul sistema cardiovascolare in particolare aumentano i livelli di colesterolo e induce la formazione di placche aterosclerotiche aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Spot Mulino Bianco &#8211; La bisnonna di Rosita: il <a href="http://youtu.be/87QRvqYcEeE" target="_blank">video</a> racconta la storia della gallina Rosita (che spesso si dimostra più intelligente di Banderas ma anche di molti consumatori di prodotti Mulino Bianco) e termina con una bella scritta a schermo pieno: <em>Mulino Bianco utilizza solo uova provenienti da galline allevate a terra</em>! Bello&#8230; ma le suddette uova sono quelle contrassegnate dal codice 2 (quindi poco peggio di quelle a codice 3). <a href="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/10/Broilers-Riempimento-pag-1280x7681.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-531" title="Broilers-Riempimento pag [1280x768](1)" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/10/Broilers-Riempimento-pag-1280x7681-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nella foto potete ammirare un bel allevamento a terra (bello perché questa è una foto pubblicitaria di un&#8217;azienda che vende attrezzature per allevamenti); fossi in Barilla non me la tirerei più di tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di la dei messaggi marketing (un po&#8217; scorretti secondo il mio personale punto di vista) quanto sono davvero sani i prodotti del Mulino Bianco?<br />
Concludo con uno slogan: Meno Mulini Bianchi, più Mulino Sobrino (o Marino)</p>
<p style="text-align: justify;">Addendum: fortunatamente &#8220;Il Fatto Alimentare&#8221; ha segnalato la violazione di Barilla sul suo sito in data <a href="http://www.ilfattoalimentare.it/pubblicita-flauti-barilla-mulino-bianco.html" target="_blank">25 Settembre</a> e <a href="http://www.ilfattoalimentare.it/mulino-bianco-flauti-macine.html" target="_blank">28 Settembre</a> ed ha inviato una richiesta di censura agli organi competenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2012/10/15/il-mulino-bianco-delle-favole-che-ci-racconta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Biofera 2012 &#8211; un racconto per immagini</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2012/09/14/biofera-2012-un-racconto-per-immagini/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2012/09/14/biofera-2012-un-racconto-per-immagini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 09:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=523</guid>
		<description><![CDATA[Ho deciso di iniziare ad utilizzare una forma differente (dal solito post) per raccontare gli eventi e manifestazioni alle quali partecipiamo e che riteniamo siano di valore (sia per chi espone che chi ci &#8220;bazzica&#8221;). Raccontare utilizzando in prevalenza le immagini ed appoggiandomi a Storify, una piattaforma che permette di costruire un racconto raccogliendo materiale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho deciso di iniziare ad utilizzare una forma differente (dal solito post) per raccontare gli eventi e manifestazioni alle quali partecipiamo e che riteniamo siano di valore (sia per chi espone che chi ci &#8220;bazzica&#8221;). Raccontare utilizzando in prevalenza le immagini ed appoggiandomi a Storify, una piattaforma che permette di costruire un racconto raccogliendo materiale da più fonti (Twitter, Facebook, Flickr, Youtube etc etc).<br />
Ecco quindi il primo post/racconto:<br />
<script type="text/javascript" src="http://storify.com/robji_m/bio-fera-2012-canzo.js"></script></p>
<noscript>[&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;a href="http://storify.com/robji_m/bio-fera-2012-canzo" target="_blank"&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;View the story "Bio Fera 2012 - Canzo" on Storify&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/a&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;]&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;h1&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Bio Fera 2012 &#8211; Canzo&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/h1&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;h2&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/h2&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;p&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Storified by Roberto &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;middot; Fri, Sep 14 2012 02:32:02&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/p&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;BioFeraRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Biofera è una manifestazione dedicata all&#8217;artigianato ed al biologico e biodinamico, che si tiene dal 1997 a Canzo&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;CanzoRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Canzo è un piccolo paese nei pressi di Lecco (qui uno scorcio)&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;DSC_2374Robji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Si possono trovare prodotti di varietà antiche come la polenta di pignoletto rosso oppure varietà di mele ormai quasi dimenticate&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;BarbabietoleRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Troverete anche la verdura come non l&#8217;avete mai vista. Anche le barbabietole esistono &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;nbsp;in natura crude <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;DSC_2368Robji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Ampio spazio a formaggi rigorosamente a latte crudo e salumi&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Cofetture bio Rob del BoscoRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Tra gli incontri fatti durante la fiera, il mio amico twittero &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;a href=&#8221;https://twitter.com/RobDelBosco&#8221; class=&#8221;"&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Rob del Bosco&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/a&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;, azienda agricola biologica con una gamma di prodotti davvero ottimi e naturali&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Arance amare&#8230;Robji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Qualche chicca per ricordarci che le arance amare non sono Inglesi <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;CappelliRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Alla Biofera trova spazio anche la moda&#8230; molto fescion&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;nbsp;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;DSC_2363Robji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Capita pure di imbattersi in personaggi simpatici&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Cucù!Robji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;o in qualcuno che sornione sorride&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Ti vedo&#8230;Robji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;o si nasconde <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Maestro di Raku &#8211; WalterRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Graditissimo incontro col mio amico Walter, maestro di Raku in quel di Palanzo (dove il 7 Ottobre 2012 si terrà la Fiera del torchio)&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Il contadino più bello della provincia di ComoRobji&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Ho avuto modo anche di conoscere (a detta dei presenti) il più bel contadino della provincia di Como&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;</noscript>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2012/09/14/biofera-2012-un-racconto-per-immagini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bio dentro, ma fuori?</title>
		<link>http://www.dicotteedicrude.com/2012/09/06/bio-dentro-ma-fuori/</link>
		<comments>http://www.dicotteedicrude.com/2012/09/06/bio-dentro-ma-fuori/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 11:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chef-admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[diCotteediCrude]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicotteedicrude.com/?p=519</guid>
		<description><![CDATA[Ormai si pone sempre più attenzione ai prodotti alimentari che si acquistano e l&#8217;essere bio (logico o dinamico) riveste sempre maggiore importanza. Preferire alimenti che sono maggiormente sostenibili per l&#8217;ambiente è una pratica, secondo me, alla quale tutti dovrebbero attenersi. Ma&#8230; si c&#8217;è un ma! Le confezioni dei prodotti bio-quelchel&#8217;è sono altrettanto sostenibili per l&#8217;ambiente? [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai si pone sempre più attenzione ai prodotti alimentari che si acquistano e l&#8217;essere bio (logico o dinamico) riveste sempre maggiore importanza. Preferire alimenti che sono maggiormente sostenibili per l&#8217;ambiente è una pratica, secondo me, alla quale tutti dovrebbero attenersi. Ma&#8230; si c&#8217;è un ma! Le confezioni dei prodotti bio-quelchel&#8217;è sono altrettanto sostenibili per l&#8217;ambiente?<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-520" title="imballo-compostabile" src="http://www.dicotteedicrude.com/wp-content/uploads/2012/09/IMG_20120826_201620_Peri-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Da una piccola ma attenta indagine che ho svolto sul territorio direi proprio di no. Le confezioni dei prodotto biologici e biodinamici (compresi quelli a Marchio Demeter) nella maggior parte dei casi non lo sono ad esclusione di quelli in vetro. Ed anche sul discorso bottiglie, Demeter per la certificazione dei vini biodinamici autorizza SOLO l&#8217;utilizzo di sughero NON trattato chimicamente ma per succhi di frutta, marmellate &amp; company ammette i tappi a capsula con rivestimento interno di plastica (di chiara origine SINTETICA). L&#8217;importante è la coerenza <img src='http://www.dicotteedicrude.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
E che dire dei sacchetti in plastica compostabile che vengono forniti per metterci dentro le verdure vendute sfuse? Bello&#8230; bellissimo; un po&#8217; meno bello quando ci attacco su lo scontrino della bilancia stampato si carta chimica e con collante sempre di origine sintetica. Poi di quel sacchetto che me ne faccio? Lo posso usare per la raccolta dell&#8217;umido?<br />
Va meglio sulle farine perché molti mulini usano ancora le confezioni di carta, che per lo meno è riciclabile, ma ce ne sono tante (vedi Alce Nero, Ecor ed altri) che usano sempre confezioni di plastica. Tutte o quasi di plastica le confezioni delle pasta; tutte di plastica quelle delle fette biscottate, delle patatine, dei prodotti della panificazione (pan carrè, taralli, grissini etc etc).<br />
Fino ad ora l&#8217;unica confezione compostabile (quindi che si smaltisce nell&#8217;umido) che ho trovato in commercio è quella della pasta De Matteis che, tra l&#8217;altro, non è nemmeno biologica.<br />
Come mai questa poca attenzione da parte di tutte quelle aziende che realizzano e/o commercializzano prodotti bio-logici/dinamici? A che serve  l&#8217;obbligo di vendere solo &#8220;sporte&#8221; della spesa compostabili se poi le riempio di plastica? Non si potrebbe estendere quell&#8217;obbligo anche a TUTTE le confezioni? Così magari rendiamo un favore anche alla natura visto il numero impressionante di stronzi che, per esempio, abbandonano confezioni di fazzolettini, merendine, caramelle in mezzo ai sentieri incontaminati del Parco del Gran Paradiso. Ma soprattutto rendiamo un favore alla raccolta differenziata e a noi stessi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicotteedicrude.com/2012/09/06/bio-dentro-ma-fuori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
